Bradley Whitford spiega perché il Comandante Lawrence ha creato Gilead

Bradley Whitford spiega perché il Comandante Lawrence ha creato Gilead
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Per stessa ammissione di Bradley Whitford (Quella casa nel bosco, Godzilla: King of the Monsters), il Comandante Joseph Lawrence di The Handmaid's Tale è un mistero anche per lui, che è l'interprete di questo architetto di Gilead con un arco narrativo più sostanzioso nella terza stagione della serie Hulu.

Parlando al The Wrap, l'attore ha infatti spiegato: "La cosa divertente e anche orribile di questo uomo è che è pieno di contraddizioni. Penso a lui e mi sovviene Robert McNamara, colui che diresse la guerra in Vietnam per Kennedy e Johnson. Era un uomo brillante, grande intellettuale ed esperto di economia, tanto da arrivare a rivoluzionare il settore automobilistico, e alla fine ha sfruttato tutto quel talento per sterminare un paio di milioni di persone nel Sudest Asiatico. Credo che Lawrence sia una persona con un'intelligenza sopraffina che ha però messo da parte la sua umanità. Quando lo incontriamo, però, vediamo gli inizi del ritorno di questa umanità dimenticata".

Per come è stato introdotto il personaggio, infatti, si potrebbe pensare che Lawrence sia un personaggio pentito del suo lavoro per Gilead, tanto da aiutare June (Elisabeth Moss)a fuggire, fino anche ad ospitarla in casa sua come nuova ancella, ma la verità è ben più complessa. Ora che June vive sotto lo stesso tetto del Comandante, infatti, lo sfida come nessuno osava fare da anni: "Sta mettendo alla prova June", dice Whitford: "Forse in uno show minore, scritto da un talento minore, un personaggio come Lawrence diventerebbe da subito un salvatore dello stesso popolo che aveva contribuito a opprimere, ma non qui. Lui non sa quale direzione prenderà. È molto realistico".

È molo pacato con le ancelle e regala diverse libertà, ma sa essere perfido per dimostrare chi è che comanda: "Parte della crudeltà di Lawrence che è emersa in questi primi episodi, credo, è riferita ai tentativi di mettere alla prova June, per capire fino a che punto è capace di spingersi. Penso abbia una sorta di paura patriarcale e condiscendente in relazione a June: la vede come una madre fin troppo sentimentale della quale è impossibile fidarsi, specie guardando alla pericolosa situazione in cui si trovano. Non ha comunque un piano preciso e continua a giocare proprio con questo aspetto".

Non è ancora chiaro come il passato di Lawrence, le sue teorie economiche e i suoi scritti abbiamo condotto gli Stati Uniti a divenire Gilead, Whitford ammette che sarebbe "totalmente affascinato" nell'avere un episodio retrospettivo sul personaggio, anche perché ha delle idee ben precise su come Lawrence sia riuscito ad arrivare dove è oggi. Spiega l'attore: "In sostanza, penso che Lawrence abbia sfruttato le forze politico-religiose di estrema destra come un sistema con cui promuovere le sue idee. Credo anche che lui non abbia molto rispetto per tutti loro e che non si sia reso conto di questa possibile e folle deriva. Al contempo, si mette sulla difensiva riguardo il suo passato, che June vuole scoprire. Si mette sulla difensiva, ammette le sue colpe ma sottolinea come si trattasse della fine del mondo e come tutto questo fosse un palliativo. Trovo anche patetico che il suo modo per empatizzare con la condanna delle donne nella società di Gilead sia legata al suo amore profondo e genuino per la moglie. E credo sia anche l'unica porta d'accesso alla miseria che ha contribuito a infliggere".

The Handmaid's Tale 3 tornerà domani, 12 giugno, su Hulu con il quarto episodio "God Bless The Child".

FONTE: The Wrap
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