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Bridgerton 2, la nuova stagione è andata meglio o peggio della prima?

Bridgerton 2, la nuova stagione è andata meglio o peggio della prima?
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Nata con velleità solo apparentemente superficiali, Bridgerton basava la sua ricetta sull'introduzione di una Gossip Girl in un contesto alla Jane Austen intriso di sesso e lussuria. In questa seconda stagione ne abbiamo visto di meno, ma le trame e la critica sociale ne guadagnano decisamente in femminismo e personaggi femminili forti.

Arrivata da pochi giorni con la sua seconda stagione, Netflix anticipa già l’uscita della terza stagione di Bridgerton, conferendole l’agognata luce verde già per due nuovi blocchi di episodi e progettando di far durare la serie di Shonda Rhimes per un numero record di stagioni di Bridgerton. Per i fan dei romanzi di Julia Quinn, quel numero suonerà semplicemente consono all’adattamento, ma per altri potrebbe risultare eccessivo. In realtà, se la serie dovesse continuare sulla strada intrapresa negli ultimi episodi, possano rullare i suoi tamburi ancora a lungo.

Pochi giorni fa, in vista di quanto troveremo nei prossimi episodi, abbiamo voluto ricapitolare tutte le domande in sospeso di Bridgerton 2 e che troveranno risposta nella terza stagione (si spera). Ora invece, di domanda ne poniamo soltanto una: qual è stata la migliore fra le due prime stagioni, finora? Per chi si era abituato all’idea di una Gossip Girl in epoca ottocentesca, così piena di intrighi, amore e soprattutto tanto sesso, il piatto della bilancia potrebbe pendere per gli episodi col Duca di Hastings. Ma se si guarda al di là della superficie e si ricercano i meriti nei temi che una serie del genere voleva portare avanti fin dall’inizio, forse è il caso di ricredersi.

Gran parte della forza motrice di questa stagione si ritrova nel triangolo amoroso (in realtà un gioco a due) che si viene a creare fra Anthony Bridgerton e le due sorelle Sharma. L’una, Edwina, gli è promessa. L’altra, Kate, considerata ormai in età fuori dal matrimonio e dunque eterna zitella, fa da tutrice alla più giovane. Ma di fatto, ovviamente, finirà per sostituirsi a lei per l’attrazione fatale che verrà a crearsi con Anthony. Lui è un uomo a tratti rude, sicuramente sprezzante nei confronti delle tante contendenti che si fanno avanti. Lei, invece, una donna indipendente, che prende il comando e fa da guida, che non si lascia intimidire da Anthony e forse, proprio per questo, lo conquista.

Kate diventa insomma una delle principali portabandiera di quel messaggio femminista e di critica alla società dell’epoca che, di fatto, è la grande dichiarazione d’intenti della serie. E poi come non considerare il nuovo spazio dato a Eloise, con la sua visione anticonformista e controcorrente, oltreché estremamente moderna. Non è un caso che il miglior personaggio di Bridgerton 2 sia proprio una donna. Nulla togliere poi alle sottotrame più superficiali, su tutte l’identità di Lady Whistledown (la Gossip Girl della serie) cui la Regina Charlotte dedica gran parte delle sue energie. Insomma, tutti i gusti verranno soddisfatti, ma l’intento principale della serie ha trovato finalmente sfogo. Nel frattempo, avete dato un’occhiata alla folle soundtrack remixata di Bridgerton, che unisce brani pop ad arrangiamenti classici?

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