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La serie Netflix che nelle ultime settimane è campione di visualizzazioni in tutto il mondo è l'apprezzatissima La Casa di Carta che deve il suo successo, oltre che ai personaggi, anche all'ormai celebre "Bella ciao", cantata dai protagonisti durante la prima stagione. Ma perché è stata scelta proprio questa canzone?

A rispondere alla domanda è lo sceneggiatore Javier Gomez Santander, che spiega come mai l'inno della Resistenza italiana sia stato scelto dai componenti della banda in tuta rossa:

"Mi ricordo la prima volta in cui ho cantato Bella Ciao. È stato all'Università con Gianluca, uno studente italiano in Erasmus. Gianluca aveva una chitarra e a volte cantavamo tutti insieme. Cantare Bella Ciao era il valore aggiunto di tutte le feste. Da allora, la uso per darmi coraggio."

Ha poi continuato: "Mi piace ciò che significa questa canzone, la lotta che porta con sé. Un giorno mi sono svegliato con il pensiero fisso della serie che mi tormentava e ho deciso di metterla su. È stato un flash. Ho capito che Bella Ciao e La Casa di Carta condividevano l’anima. Ho gridato: 'siamo partigiani!'".

La scelta sarebbe quindi di valore sentimentale, oltre che morale, ed infatti, così come durante la Resistenza, la canzone risuona ancora forte nelle orecchie dei fan della serie che l'hanno resa uno dei brani più ascoltati di sempre, condividendo in un certo senso l'affetto di Santander. Nel player in altro troverete l'inno per intero.

Per altre curiosità sulla serie non inglese più seguita di Netflix vi suggeriamo lo scatenato ballo di Nairobi e Tokyo dietro le quinte de La Casa di Carta e i motivi che hanno spinto la produzione ad eliminare il personaggio di Berlino da La Casa di Carta.

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