Chiamatemi Anna e il razzismo: cosa cambia dal libro alla serie?

Chiamatemi Anna e il razzismo: cosa cambia dal libro alla serie?
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Chiamatemi Anna è stata una serie nel complesso piuttosto fedele ai libri scritti da Lucy Maud Montgomery, ma al tempo stesso nei vari episodi dello show Netflix è possibile rilevare la presenza di alcuni elementi aggiunti o modificati allo scopo di dare al racconto delle vicende di Anna un tono più attuale.

Tra gli argomenti toccati dalla serie con Amybeth McNulty in maniera decisamente più esplicita rispetto a quanto fatto tra i libri troviamo ad esempio quello della diversità sessuale, così come quello quanto mai attuale del razzismo.

Quest'ultimo viene affrontato tramite l'inserimento di un personaggio non presente nei libri, ovvero Sebastian (per gli amici Bash): originario del Trinidad, il nostro incontra Gilbert su una nave mercantile per poi decidere di trasferirsi ad Avolnea insieme alla compagna e alla figlia.

Proprio qui sorgeranno i problemi: Bash viene infatti accolto decisamente male dalla comunità del posto, ben poco felice di accettarlo come nuovo concittadino a causa della sua etnia. Le vicende di Sebastian e l'aiuto che Gilbert offre a quest'ultimo hanno rappresentato dunque il modo della serie Netflix di affrontare senza troppi giri di parole un tema che mai come in questi giorni risulta essere di fondamentale importanza, e che per forza di cose non veniva trattato con la stessa potenza nei libri di Montgomery (usciti ormai più di un secolo fa).

Non solo razzismo e omosessualità, comunque: vediamo in che moto è cambiato il rapporto tra Anna e Gilbert in Chiamatemi Anna rispetto ai libri che hanno ispirato lo show.

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