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Daredevil, 5 scene iconiche che non faranno dimenticare mai il Murdock di Charlie Cox

Daredevil, 5 scene iconiche che non faranno dimenticare mai il Murdock di Charlie Cox
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Nelle ultime settimane non si è parlato d'altro del Daredevil di Charlie Cox, comparso su Netflix per tre stagioni, acclamato dalla critica e poi risucchiato dalla guerra per l'acquisizione fra Disney e il gigante dello streaming. Ora che il suo ingresso nell'MCU sempre imminente, cinque scene ci ricordano perché ne abbiamo davvero bisogno.

Era dai tempi dell’introduzione del villain di Echo che si vociferava di un possibile crossover fra Hawkeye e Daredevil. Il link di collegamento era ovviamente il padre adottivo della nativa non udente, il Wilson Fisk interpretato nella serie Netflix da Vincent D’Onofrio. Cinque i motivi che facevano pensare a un debutto imminente di Kingping nel MCU. Poi, finalmente, la conferma semi-ufficiale dell’esatto momento in cui avremmo visto Kingpin in Hawkeye. Ora è solo questione di tempo prima che la sua nemesi di Hell’s Kitchen faccia anch’essa il suo debutto, tanto che alcune teorie vogliono Daredevil già in Spider Man No Way Home. Forse è proprio il caso di rivivere i momenti salienti della serie Netflix, non per forza in ordine di preferenza (o forse si).

“Ti ho battuto”: Partiamo dalla fine, dagli ultimi momenti cioè della terza stagione, quando Daredevil ha finalmente il controllo totale su Kingpin. Murdock potrebbe ucciderlo e fermare la sua tirannia una volta per tutte. Poiché questo ovviamente va contro tutto ciò che rappresenta, l'eroe non solo decide di lasciar vivere Fisk, ma rivela anche il suo volto al cattivo, dimostrandogli tutta la sua impotenza in una delle scene più memorabili nella storia degli adattamenti.

Il lungo combattimento: Se c’è una cosa per cui la serie Netflix è diventata famosa, sono le spettacolari scene di combattimento che la regia ha saputo tenere per diversi minuti. La più incredibile è costruita nella terza stagione: una massiccia sequenza di combattimento one-take che è durata ben 11 minuti ed è stata a dir poco incredibile. E una singola ripresa di 11 minuti è abbastanza impegnativa anche quando non si considerano le acrobazie e il lavoro di combattimento.

“Sei mai stato stanco, rosso?”: Ciò che ha reso grande la serie, ovviamente, sono anche gli altri co-protagonisti di Cox. Su tutti il Punisher di Jon Bernthal. I due hanno un drammatico confronto nella seconda stagione, in un cimitero, dove Bernthal spiega a Cox la storia della sua famiglia e perché ha deciso di vendicarne la morte. Il personaggio subisce in un istante uno sviluppo incredibile e il suo monologo fa il possibile per umanizzare il vigilante omicida.

La rissa carceraria: Sempre la seconda stagione, sempre The Punisher. Trovatosi nel mezzo di una rivolta carceraria ordinata da Kingpin per ucciderlo, il vigilante da prova di tutta la sua brutalità, massacrando senza pietà molti dei detenuti coinvolti nel complotto dell'assassinio, con un'oscena quantità di sangue e accoltellamenti.

Le origini di Kingpin: Ultimo, ma non meno importante, il percorso d’infanzia del cattivo di sempre. Il padre era nel bel mezzo di una vacillante campagna elettorale quando è stato costretto a rivolgersi alla mafia per finanziare la sua campagna. Ciò ha portato a crescenti tensioni in casa, che Fisk ha finito per sfogare su sua moglie e suo figlio. Alla fine, sarà Wilson a uccidere il padre violento con un martello, gettando le basi per la sete di violenza.

Voi avete altre scene preferite? Ditecele nei commenti!

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