Defending Jacob, Chris Evans e Michelle Dockery parlano di empatia e ruoli complessi

Defending Jacob, Chris Evans e Michelle Dockery parlano di empatia e ruoli complessi
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Defending Jacob, la miniserie di Apple TV con protagonisti Chris Evans, Michelle Dockery e Jaeden Martell si è ormai conclusa, e i suoi interpreti parlano delle varie complessità che dei ruoli così particolari possono presentare.

"Più è complesso il personaggio, e meglio mi trovo" rivela Michelle Dockery al sito The Wrap "Adoro interpretare ruoli che hanno una certa complessità, e [Laurie, il suo personaggio nella serie] sicuramente ne è provvista. È stato fondamentale creare una mappa del suo percorso in modo tale che non fosse una valle di lacrime in ogni scena".

Nell'ultimo episodio, contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, la possibile colpevolezza di Jacob rimane un dubbio, non viene confermata o smentita.

"Ciò che secondo me rende così interessante questa storia è che non sai mai cosa aspettarti. Credo che ponga la domanda 'Quanto conosci davvero la tua famiglia, e fino a dove ti spingeresti per proteggerla?"

E, come abbiamo visto, Laurie (Dockey), Andy (Evans) ma anche Billy (il padre di Andy, interpretato da J.K. Simmons) hanno tutti degli approcci e delle reazioni molto differenti quando messi davanti a un tale quesito.

Per questo, spiega Chris Evans dopo il live screening del season finale organizzato da Deadline, non ci si può permettere di formare a prescindere un giudizio sul personaggio che si andrà ad interpretare.

"Non puoi giudicare i personaggi che interpreti. È un po' un'ovvietà per un attore" "Regola #1, mai giudicare i personaggi che devi interpretare, o non troverai un accesso. Non riuscirai ad avere l'empatia necessaria" afferma, e Michelle concorda: "Assolutamente!" .

"È parte del mestiere, del nostro compito. La prima cosa che un attore deve accettare è che non sappiamo. Se un attore avesse la presunzione di conoscere già tutte le risposte, non ci servirebbero le ricerche, la preparazione, la necessità di esplorare il personaggio e le circostanze. [...] Il nostro lavoro è quello di trovare del tessuto connettivo tra le esperienze dei personaggi e le nostre per poterne ricavare qualcosa che possa sembrare il più autentico possibile. E per questo ci vuole tempo. È praticamente una missione alla ricerca dell'empatia" ribadisce Evans.

A questo link trovate la nostra recensione di Defending Jacob.

FONTE: The Wrap, Deadline
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