Dexter New Blood, cosa non ha funzionato nel finale del revival?

Dexter New Blood, cosa non ha funzionato nel finale del revival?
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Sono passati quattro giorni solamente dal finale di Dexter: New Blood, il revival sul noto serial killer ambientano a dieci anni dalla serie originale. In molti non si sono ancora ripresi dagli eventi su piccolo schermi, ma molti altri hanno lamentato invece una certa prevedibilità, con un unico punto d'arrivo a giustificare tutto il revival.

È andato in onda il 14 gennaio il finale di questo revival in 10 puntate – potete recuperare qui l’ultimo episodio di Dexter New Blood – ambientato altrettanti anni dopo la fine della serie originale. Dexter Morgan ha abbandonato Miami dopo il tragico finale dell’ottava stagione, cambiando identità e trasferendosi in una comunità isolata, circondata da boschi innevati, nota come Iron Lake. Qui si è rifatto una vita con Angela Bishop, capo delle forze dell’ordine locali. La vita sembra procedere senza intoppi per il serial killer che ha abbandonato la sua attività di “repulisti della criminalità” da un’intera decade. Ora fate attenzione, perché seguono spoiler.

Tuttavia, il ritorno di vecchi fantasmi a perseguitarlo – alcuni reali, nonostante abbia fatto di tutto per nascondersi; altri frutto di allucinazioni, come la sorella Debra – e soprattutto una nuova scia di scomparse nella tranquilla comunità di Iron Lake spingerà Dexter a riprendere in mano i ferri del mestiere e a tentare di recuperare, col suo ritorno, un rapporto paterno ed ereditario nei confronti del figlio Harrison. Ereditario nel senso che l’uomo sembra aver intenzione di avviare una sorta di attività di famiglia, proponendo a Harrison verso il finale del revival di trasferirsi con lui in una grande metropoli, dove meglio potranno combattere i criminali e gli assassini. In che modo? Uccidendoli, ovviamente.

Fra allucinazioni e questo delirio missionario, Dexter è stato portato al limite dagli sceneggiatori così da giustificare la conclusione che si andava preparando, con lo storico showrunner Clyde Phillips che ha commentato il finale di Dexter New Blood definendolo “l’unico possibile”. In altre parole, prima grande debolezza, l’intera serie sembra tesa a stressare l’introspezione del personaggio per renderci inevitabile (e quindi accettabile) il vero motivo per cui è stato riportato su schermo: dargli un secondo finale, ma questa volta definitivo.

Da un lato abbiamo Angela Bishop, che ha ormai scoperto il segreto di Dexter e vuole mettere fine alla sua follia omicida a tutti i costi. Nessun dubbio etico attanaglia però il personaggio, nessun dissidio fra l’arrestare e il lasciar andare l’uomo che ama: lei è una donna di legge e non può permettere a Dexter di rimanere in libertà. Una mancanza di introspezione che ridimensiona di molto la complessità psicologica del suo personaggio.

Per quanto riguarda il confronto finale con Harrison invece, molte battute sono pensate nel solco del dramma estremo, al fine di mostrare un uomo ormai irrecuperabile, dipendente dall’omicidio e come i tossicodipendenti poco credibile nel momento in cui giura di poter smettere quando vuole. L’abbiamo già sentita, anche Harrison l’ha già sentita. Per questo non troverà altra soluzione, come gli sceneggiatori, se non quella di compiere l’estremo atto, l’unico possibile ma anche quello più banale: uccidere suo padre, uccidere Dexter. Per poi raccoglierne l’eredità, un domani, in un possibile spin off di Dexter. A voi è piaciuto il finale? Ditecelo nei commenti!

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