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Dopo il grande successo della prima stagione, questi nuovi episodi di Diavoli portano in scena le conseguenze finanziarie della Brexit. Con un cast internazionale che comprende Patrick Dempsey e il nostro Alessandro Borghi, il grande successo crime a tema finanziario ci racconta il nostro mondo come nessuno. Terza stagione in vista?

C’era grande attesa, forse meno per i temi che avrebbe trattato, purtroppo, per la seconda stagione della serie Sky che ha unito due eccellenze attoriali da una parte all’altra dell’oceano come Alessandro Borghi e Patrick Dempsey. E mentre potete trovare qui la nostra recensione di Diavoli 2, potete anche ascoltare un nuovissimo podcast ispirato ai Diavoli direttamente su Spotify. Noi abbiamo intervistato i due attori, assieme ai registi Nick Hurran e Jan Maria Michelini, in uno degli incontri più densi e ricchi delle ultime settimane.

I due registi si sono alternati ricapitolando tutta la complessità politica, finanziaria e sociale che una serie del genere avrebbe dovuto trasporre: “Molto del lavoro è ispirato ovviamente al romanzo di Guido Maria Brera da cui la serie è tratta. Alla sua capacità di puntare i riflettori con grande anticipo su eventi che influenzano enormemente le nostre vite. E forse non ci abbiamo fatto attenzione finché non abbiamo davvero potuto capire e vedere come ciò influisce sulla nostra vita”. Jan Maria Michelin ha continuato toccando temi attualissimi che vanno dai big data alle intelligenze artificiali, da Elon Musk alla situazione geopolitica globale.

Insomma, tutti temi che proprio una serie come Diavoli è riuscita abilmente a proporre al grande pubblico pur senza annoiare, ma anzi intrattenendo con un approccio crime di ottima fattura. Come racconta Alessandro Borghi: “Soprattutto quando si raccontano cose che hanno un’accezione negativa ma molto vicine a noi, si ha una responsabilità di provare a raccontarle in una maniera che non sia solo deprimente. Bisogna sempre ricordarsi di stabilire sì un ricordo di quel momento, ma offrendo anche una visione che sia appunto parte di un racconto d’intrattenimento. Per cui poi vale la pena, in un certo senso, soffrire di nuovo. E credo che Diavoli ci riesca molto bene”.

Racconta invece Dempsey sul rapporto fra i due attori al di fuori del set: “Abbiamo un ottimo rapporto. Ho così tanto rispetto per Alessandro e il suo lavoro e per chi è come uomo. La sua gentilezza, la sua intelligenza, la sua capacità poter lavorare in un’altra lingua sono tutte fonti di ispirazione per me”. E infine la domanda più attesa, quella su una potenziale terza stagione, su cui sono concordi un po’ tutti. Spiega Borghi, riassumendo le parole degli altri: “Noi abbiamo questa fortuna o sfortuna per cui di Diavoli ogni anno potremmo realizzare 40 stagioni. Perché ogni anno purtroppo succede qualcosa che valga la pena di raccontare in una serie di questo tipo. Terza stagione sì, quarta anche, poi speriamo di fermarci, perché vorrà dire che le cose vanno meglio”.

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