Doom Patrol 2 e la responsabilità di interpretare un eroe LGBTQ: parla Matt Boomer

Doom Patrol 2 e la responsabilità di interpretare un eroe LGBTQ: parla Matt Boomer
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Non era assolutamente nei piani di Matt Boomer recitare in uno show di supereroi. All'epoca dei casting per la prima stagione di Doom Patrol, l'attore aveva appena concluso Boys in the Band a teatro quando gli venne però proposto il ruolo di Larry Trainor, un personaggio che lo conquistò sin dal primo momento, così come la serie.

I Doom Patrol sono conosciuti come "Gli Eroi più Strani del Mondo" e sono degli outsider affascinanti e accattivanti simili agli X-Men, ma decisamente più disadattati, variopinti, scorretti e dissacranti. Nella storica run a fumetti di Grant Morrison e poi nella serie di DC Universe, questo si associa anche a elementi dadaisti e e del surrealismo astratto, tanto da rendere tutto un quadro assurdo che racconta avventure al limite del possibile e dell'improbabile, in modo comunque divertente e davvero brillante.

Tutto questo ha attirato Boomer verso lo show, come ha rivelato a Digital Spy: "Penso che viviamo in un'epoca dove ogni episodio più è unico e meglio è. Ci sono talmente tanti di quei contenuti in circolazione. Spero proprio per questo che la serie continui a diventare sempre e incessantemente più strana". E sulle tematiche in sé riflette: "Per quanto sia molto divertente, comunque, Doom Patrol parla davvero della condizione umana e della capacità dei più emarginati di trovare il proprio eroe interiore".

E arriva finalmente al suo personaggio, Larry Trainor, altrimenti noto come Negative Man: "Non ho mai visto qualcuno come lui sullo schermo, grande o piccolo che sia". Questo perché non c'è effettivamente mai stato qualcuno come lui. Attraverso molti flashback conosciamo la sua storia, la sua sopravvivenza a un terribile incidente, l'unione a questo essere senziente di pura energia e la sua omosessualità taciuta perché terrorizzato da una queerofobia interiorizzata.

Dice Boomer: "Non avevo mai visto una storia simile raccontata in questo modo. Si tratta di un personaggio che ha dovuto sacrificare moltissimo per ottenere ciò che voleva, incluso il costo della relazioni. Io paragono la mia esperienza nei panni di Larry a un grande dramma, consapevole del fatto che Larry sia uno dei personaggio gay più tridimensionali e realizzati che io abbia mai interpretato. Non sento di essere in uno show di supereroi. Quando sono sul set, realizzo scene davvero drammatiche e ricche di pathos, colpi di scena e sviluppi interiori del personaggio".

E sulla responsabilità di interpretare un simile personaggio, Boom dice: "Credo ci sia qualcosa di molto importante nell'essere un uomo gay e interpretare un personaggio gay pienamente consapevole di sé. Sei in grado di accedere a delle esperienze che hai vissuto che sono davvero uniche per te, tanto da costarti molto nel processo di traduzione su schermo. Ma qualsiasi esibizione deve avere un costo per l'attore".

Vi lasciamo alla recensione della prima stagione di Doom Patrol.

FONTE: DigitalSpy
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