George Martin nella bufera: l'autore di Game of Thrones accusato di razzismo

George Martin nella bufera: l'autore di Game of Thrones accusato di razzismo
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Non è un periodo fortunato per George R.R. Martin, che in pochi giorni è stato bersagliato dalle critiche in due occasioni diverse. Dopo aver deluso i fan per non aver rispettato una vecchia promessa, l'autore di Game of Thrones è stato accusato di razzismo per alcuni commenti in occasione degli Hugo Awards.

La rassegna, dedicata al fantasy e alla fantascienza, è stata condotta in forma virtuale da George Martin lo scorso 31 luglio. In quell'occasione, molti spettatori hanno criticato lo scrittore per aver pronunciato in maniera errata i nomi di diversi candidati, in particolare persone di colore, come la scrittrice Rebecca F. Kuang.

Hanno inoltre destato perplessità gli elogi espressi da George Martin nei confronti degli scrittori H.P. Lovecraft e John W. Campbell: i due autori del primo Novecento, premiati quest'anno con il Retro Hugo Award, sono stati condannati per le vedute razziste dimostrate nel corso della loro vita. Come se non bastasse, con un'infelice battuta Martin ha anche definito la statuetta dell'Oscar "simile a un eunuco d'oro", cosa che gli ha causato accuse di transfobia.

Lo scrittore Andrew Liptak ha definito la performance di Martin "imbarazzante", oltre che "in netto contrasto con i messaggi dei vincitori, improntati sul confronto e sul rovesciamento delle barriere di vecchia data che li hanno in passato tenuti fuori dal campo."

Lo scrittore, da parte sua, si è scusato dicendosi dispiaciuto per l'accaduto e ammettendo di non aver avuto a disposizione le pronunce fonetiche corrette, di molte delle quali non era evidentemente a conoscenza.
Dopo quest'altra bufera mediatica, George Martin può almeno consolarsi perché i fan hanno eletto Game of Thrones miglior serie del XXI secolo.

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