Gina Carano, uno scrittore denuncia: 'È blacklisting, il suo post non era antisemita'

Gina Carano, uno scrittore denuncia: 'È blacklisting, il suo post non era antisemita'
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Il caso di Gina Carano è destinato a far discutere ancora a lungo: il mondo del cinema si è letteralmente spaccato in due tra chi appoggia la scelta di Disney di non rinnovare il contratto dell'attrice per The Mandalorian e chi, invece, parla di censura o chiama addirittura in causa la tristemente celebre lista nera di Hollywood.

A questo secondo gruppo appartiene lo scrittore del New York Magazine Jonathan Chait: "Il post ricordava semplicemente, e questo è innegabile, come l'Olocausto sia nato da una campagna d'odio contro gli ebrei, paragonati (in maniera controversa) ai cittadini americani odiati per le loro convinzioni politiche. Non credo sia stato un post intelligente. Ma i paragoni esagerati con la Germania nazista sono piuttosto comuni e, soprattutto, non antisemiti" sono state le parole dello scrittore.

Chait ha poi proseguito: "Se pensate che il blacklisting sia sbagliato soltanto quando le sue vittime hanno idee intelligenti, allora ho delle brutte notizie per voi riguardo il comunismo. Una società giusta e liberale deve saper distinguere le idee di un singolo dalle posizioni del suo datore di lavoro. Un Dalton Trumbo deve poter continuare a fare il suo lavoro di sceneggiatore, nonostante abbia supportato un dittatore sanguinario come Stalin. Un attore deve poter lavorare nonostante sostenga un bigotto autoritario come Trump".

Negli ultimi giorni, intanto, Gina Carano si è espressa contro la cancel culture di cui si ritiene vittima; vediamo, invece, qual è il parere dei social sull'allontanamento dell'ex-star di The Mandalorian.

FONTE: deadline
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