Gomorra 5, a quale storia vera si ispira la faida tra Genny e Ciro?

Gomorra 5, a quale storia vera si ispira la faida tra Genny e Ciro?
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Si avvicina inesorabile alla sua conclusione Gomorra, serie evento sulla malavita del napoletano arrivata ormai alla sua quinta e ultima stagione, che metterà in scena la rottura definitiva fra Ciro e Genny. I due sono ispirati a figure realmente esistite ed effettivamente in lotta dopo una tremenda scissione che lasciò una scia di morti.

È iniziata da un paio di settimane la trasmissione della quinta e ultima stagione di Gomorra. Mancano ancora diversi episodi al gran finale di Gomorra, che chiuderà definitivamente – si teme in modo drammatico – l’arco narrativo di Ciro Di Marzio e Genny Savastano. Ma per Sky, già solo il debutto ha rappresentato un record d’ascolti: il più visto degli ultimi anni è proprio Gomorra. Ovviamente è la faida tra i due eterni fratelli – non di sangue ma di spirito – a tenere gli spettatori incollati allo schermo.

Gli autori della serie – e ovviamente Saviano in primis – non hanno mai fatto mistero che le vicende e i personaggi descritti traggono grande ispirazione da eventi realmente accaduti. Ma c’è del vero nella guerra fratricida tra Ciro e Genny? Sappiamo che i due sono il frutto di diversi esponenti della malavita napoletana, ma due nomi in particolare e la guerra che hanno combattuto a inizio 2000 rappresentano un quadro piuttosto chiaro di quanto sta avvenendo nella serie.

La generale guerra fra clan cui stiamo assistendo dalla prima stagione è ispirata infatti alla Faida di Scampia, che fra il 2004 e il 2005 fece circa 70 morti. Evento scatenante fu il passaggio di poteri, all’interno del Clan di Secondigliano, dalla sua guida storica Paolo di Lauro – rappresentato nella serie da Pietro Savastano – al figlio Cosimo – ovviamente, Genny Savastano. Le nuove direttive di Cosimo all’interno del clan provocarono diversi malcontenti, spingendo tutta una fetta del clan appartenente ad altre famiglie a dichiarare guerra al nuovo boss.

Alla guida di questa frangia di “scissionisti” c’era Raffaele Amato, qui rappresentato infatti dal personaggio di Salvatore Conte. Ma come si arriva a Ciro? Nella serie, il personaggio di Marco D’Amore è un semplice scagnozzo di Don Pietro, chiamato da questi a formare il figlio Genny. Così i due entrano in contatto, spingendo Ciro a dichiarare fedeltà al giovane Savastano uccidendone il padre alla fine della seconda stagione. Questa è la principale differenza rispetto alla realtà, ma gli esiti dello scontro sono gli stessi. Ciro è infatti la ispirato perlopiù a Gennaro Marino, boss delle Case Celesti di Secondigliano, fedele alla vecchia guardia di Paolo di Lauro. Nella realtà quindi, i corrispettivi di Genny e Ciro si trovano in guerra già all’inizio dei numerosi delitti che faranno morti da ambo i lati.

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