Gomorra: la lettera d'addio di Ciro e Genny sui social, dopo il drammatico finale

Gomorra: la lettera d'addio di Ciro e Genny sui social, dopo il drammatico finale
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Si è chiusa ieri, in modo drammatico, la quinta e ultima stagione di Gomorra, la serie in onda da sette anni tratta dal romanzo omonimo di Roberto Saviano e interpretata da Marco D'Amore e Salvatore Esposito. I due hanno scritto delle lettere d'addio ai loro personaggi, Ciro e Genny, condividendole sui social con dei video nostalgici.

Prima delle due puntate di ieri, potevamo avere solo qualche vago sospetto di come sarebbe finita Gomorra. Ma la realtà ha superato qualunque previsione, lasciando gli spettatori a bocca aperta e inondando migliaia di fazzoletti di lacrime, riconfermando il record di ascolti di Gomorra 5, il migliore degli ultimi due anni su Sky. E mentre ci si chiede se non ci potrà essere un seguito per O Maestrale dopo Gomorra, magari sotto forma di spin off – perché un sequel, fa sapere Marco D’Amore, è fuori discussione – i due attori principali hanno condiviso a mezzo social una lettera d’addio ai loro rispettivi personaggi.

Le voci dei due attori, cariche di nostalgia come le lettere scritte, accompagnano due montati – che trovate in calce all’articolo – di sette anni di scene con loro protagonisti, ripercorrendone tutto l’arco d’evoluzione. Trattenere le lacrime, per i fan più accaniti, sarà molto difficile. Anche perché sulla riuscita della serie, come spiegano entrambi, i due attori hanno costruito le loro carriere e quindi sono realmente debitori ai personaggi di Ciro e Genny. Ma forse ora, è il momento di lasciare a loro la parola.

Dice Marco, parlando del suo Ciro: “La stanza è buia, c’è odore di sigarette spente e accese mille volte. Stai seduto in un angolo. Mi dai le spalle. Io in piedi a pochi metri. Silenzio. Ti passi una mano sul cranio lucido. Poi, come fai tu, ti volti appena, mi guardi e i tuoi occhi brillano di una luce violenta. Vieni vicino. Riduci la distanza con quel modo che hai di arrivare a un centimetro dal volto. Il collo proteso in avanti. Vorrei dirti tante cose, abbracciarti forse, ma so che non posso nulla, sei tu il protagonista. Il tuo sguardo è duro come se mi rimproverassi qualcosa. Poi d’improvviso sorridi, mi dai due piccoli buffetti sul volto: “F’’o bravo”, mi dici. Poi cammini fino alla porta, la apri e te la chiudi alle spalle senza voltarti. Addì Cirù. Grazie per questi sette anni insieme”.

Racconta Salvatore, rivolgendosi direttamente al Savastano: “Caro Genny. Sette anni fa ero solo un ragazzo della periferia che sognava di fare l’attore. E per realizzare quel sogno ti ho dato il mio corpo, la mia voce, la mia anima. Ti ho dato tutto me stesso. Il tuo dramma è stato il mio dramma. Le tue ferite hanno segnato anche me. Abbiamo vissuto ciascuno la vita dell’altro. Lo stesso amore per Azzurra e il piccolo Pietro. Lo stesso, preciso dolore per la morte di Ciro. Così mi hai reso un attore migliore, certamente un uomo migliore. Ora però tutto quello che abbiamo tenuto stretto dobbiamo lasciarlo andare. Forse ci mancheremo, forse ci rivedremo. Intanto, quel ragazzo che inseguiva il suo sogno, è diventato l’uomo che l’ha realizzato. Amico mio oggi dobbiamo lasciarci, ma io e te non ci perderemo mai. Addio Gennà. Grazie per questi sette anni insieme”.

E voi gli avete detto addio? Ditecelo nei commenti!

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