House of Cards: per David Fincher il personaggio di Claire non è mai stato secondario

House of Cards: per David Fincher il personaggio di Claire non è mai stato secondario
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Il regista di Fight Club è legato allo show Netflix ideato da Beau Willimon fin dalle sue prime fasi di sviluppo, quando la piattaforma di streaming non era ancora approdata in Italia e non aveva raggiunto il successo planetario riconosciutole in un secondo momento. La lungimiranza del regista è stata profetica anche sul futuro di Claire Underwood.

Durante la fase di completamento della produzione del film Il curioso caso di Benjamin Button con Brad Pitt l’agente di David Fincher gli mostrò una miniserie della BBC con protagonista l’attore Ian Richardson ispirata all’omonimo romanzo dello scrittore Michael Dobbs. Lo show in questione era House of Cards e a partire da quel momento il regista statunitense investì le proprie energie alla ricerca di qualcuno che fosse in grado di poter tradurre il linguaggio politico inglese con quello a stelle e strisce, al fine di poter adattare l’ambientazione del libro di Dobbs nella capitale degli Stati Uniti. Una volta ingaggiato Beau Willimon, già assistente di politici del calibro di Hillary Clinton, per la stesura della sceneggiatura, il filmmaker salì a bordo per la regia dei primi due episodi di House of Cards, credendo fermamente che il canale della serialità televisiva fosse il mezzo odierno più idoneo per una migliore caratterizzazione dei personaggi.

Questa lungimiranza di Fincher, tuttavia, inconsapevolmente o meno toccò anche il ruolo per cui l’attrice Robin Wright venne scritturata. Robin e David avevano già lavorato in passato, precisamente nel lungometraggio del 2011 Millennium - Uomini che odiano le donne, e senza esitazione il cineasta la volle con sé per questo importante progetto. È la stessa interprete a ricordare in un lungo approfondimento su Variety quel momento, sottolineando come fin da subito il regista le promise che Claire non sarebbe stata la classica spalla femminile cui lo spettatore era abituato:

Non si tratterà di essere la moglie di un politico. Non sarai semplicemente una bella statuina”.

La parola data da Fincher è stata largamente compiuta nel corso dell’intero arco narrativo del serial, al punto tale da portare il personaggio di Claire Underwood nella stanza dei bottoni in veste di Presidente degli Stati Uniti. L’uscita di scena del premio Oscar Kevin Spacey, stando a quanto ribadito più volte nel corso di precedenti interviste, non avrebbe comunque accelerato questo processo di passaggio di consegne, ma ha sicuramente costretto gli autori a rimaneggiare in corso d'opera gli otto script della sesta e ultima stagione.

In Italia la sesta stagione di House of Cards è disponibile su Now Tv e verrà trasmessa su Sky Atlantic ogni venerdì alle 21:15 dal 2 novembre.

FONTE: Variety
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