I giganti del tech stanno cercando di salvare le specie in via di estinzione

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Le maggiori industrie tecnologiche si uniscono per combattere il commercio illegale di beni che mette a rischio molte specie animali, aderendo al programma Global Coalition to End Wildlife Trafficking Online di WWF.

Google, eBay, Alibaba ed altri giganti dell'industria tech starebbero cercando di salvare le specie in via di estinzione. Questo settore infatti risulta essere una vera e propria miniera d'oro per il mercato nero, con un giro d'affari che supera i 20 miliardi di dollari.

La vendita di beni illegali legati agli agli animali, come ad esempio l'avorio, è il quarto settore più redditizio del mercato nero, dietro al traffico di narcotici, di sostanze stupefacenti e di persone. Ecco quindi perché 21 delle aziende più potenti in questo ambito hanno deciso di fare il primo passo concreto per fermare questo scempio, aderendo al Global Coalition to End Wildlife Trafficking Online, il cui obiettivo è di ridurre dell'80% il traffico online di questi beni illegali. Questo programma è il fiore all'occhiello del WWF, la nota associazione che si batte per i diritti degli animali e la loro preservazione.

Aderiscono all'iniziativa, oltre alle aziende già citate, Baidu, Baixing, Etsy, Facebook, Huaxia Collection, Instagram, Kuaishou, Mall for Africa, Microsoft, Pinterest, Qyer, Ruby Lane, Shengshi Collection, Tencent, Wen Wan Tian Xia, Zhongyikupai, Zhuanzhuan ed altri 58 gruppi.

FONTE: Engadget
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