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Manifest 4, perché la prossima stagione su Netflix sarà l'ultima?

Manifest 4, perché la prossima stagione su Netflix sarà l'ultima?
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Avrà una conclusione fortunosa Manifest, la serie co-prodotta da Jeff Rake e Robert Zemeckis atterrata su Netflix con le sue prime tre stagioni. Ora è in corso la produzione della quarta e ultima stagione, resa possibile da un incredibile salvataggio da parte del gigante dello streaming. Salvataggio che, però, non si spingerà oltre.

Ha avuto una storia produttiva incredibile, la serie creata e scritta da Jeff Rake che in veste di produttore esecutivo è stato affiancato da un gigante come Robert Zemeckis, regista di Forrest Gump e della saga di Ritorno al Futuro di recente messosi a disposizione dei grandi comparti produttivi di Hollywood. Forse una delle storie produttive più travagliate e miracolate di memoria recente. Andata in onda per tre stagioni sull’emittente NBC – che fa parte del Gruppo Universal – la serie fu cancellata a metà strada a causa di un drammatico calo degli ascolti.

Jeff Rake aveva infatti confezionato le sceneggiature per un pacchetto di sei stagioni, lanciando un grido di disperazione alla notizia (imprevista) che le successive tre non avrebbero mai visto la luce: “Essere stati chiusi a metà della storia è un pugno allo stomaco. Speriamo di trovare una nuova casa per la serie, voi fan vi meritate la fine di questo racconto. Grazie per l’amore che dimostrate a tutti noi del cast e della troupe”. La Warner Media, che era dietro al progetto assieme a NBC, mediò la ricerca di questa nuova casa, trovando un salvifico aiuto in Netflix, che ha prima distribuito per intero le precedenti tre stagioni e ha poi annunciato nell’agosto scorso la messa in cantiere di una quarta e ultima stagione.

La sensazione, riguardo alla serie di Jeff Rake, è in parte simile alla reazione del suo pubblico: intrigato dagli spunti soprannaturali e dal disastro aereo di Manifest che gli ricordavano, a tratti Lost, ha poi lamentato una generale carenza di qualità interpretative e di sceneggiatura, perdendo interessa. Allo stesso modo, è difficile credere che un gigante come la Warner non avesse i mezzi per chiudere la serie senza la partecipazione di Universal. L’impressione, spiace dirlo, è quello di un titolo sul quale, produttivamente parlando, le major non sono più disposte a scommettere. Da qui l’accordo con Netflix, che in cambio di venti nuovi episodi annunciati ha ottenuto in cambio un’intera serie per il suo catalogo, di cui otterrà ben presto (fra l’atro) i diritti esclusivi di distribuzione.

Una stagione, in cambio di tre: questi, probabilmente, i termini dell’accordo, anche perché distribuire una serie senza conclusione non era ovviamente percorribile. Quindi, più che chiederci perché la quarta sia l’ultima, dovremmo ringraziare che ci sia, un’ultima stagione di Manifest in arrivo, un finale. Che poi, considerando la mole di episodi e il fatto che probabilmente verranno spezzati in due parti, si potrebbe parlare facilmente di due stagioni ideali per un totale di cinque blocchi di episodi: solo uno in meno rispetto a quanto preventivato da Rake. La richiesta sarà stata di anticipare il finale e il blocco unico di venti episodi è dettato probabilmente da una riduzione dei costi, per evitare il riallestimento per due stagioni divise. Come a dire: “Rake, hai la tua chance di chiudere, ma fallo in fretta”. Anche per voi è diventata la serie del momento Manifest? Ditecelo nei commenti!

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