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Manifest, perché è stata cancellata? La storia di come Netflix ha salvato la serie

Manifest, perché è stata cancellata? La storia di come Netflix ha salvato la serie
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Da quando la quarta, impensabile stagione di Manifest ha iniziato finalmente le riprese, nel settore si è tornato a parlare di quanto l'intervento di Netflix sia stato salvifico, dopo la cancellazione della serie a metà del suo arco narrativo. Ecco come è stato reso possibile l'impossibile grazie a un inedito accordo fra major avversarie.

Fu un colpo incredibile, all’inizio dell’estate scorsa, la cancellazione di Manifest alla terza stagione. La serie, creata e scritta da Jeff Rake, vede quest’ultimo anche nel ruolo di produttore esecutivo affiancato da un gigante come Robert Zemeckis, che negli ultimi anni sembra aver vestito i panni di un piccolo, nuovo Steven Spielberg: passato cioè dalla regia di capolavori di vendite come Forrest Gump e Ritorno il futuro, a mettere a disposizione la propria esperienza nel settore al servizio di prodotti altrui. Non era però bastato alla serie di Rake, trasmessa su NBC – che fa parte del Gruppo Universal – ma prodotta in collaborazione con Warner Media.

Due major normalmente avversarie – anche se sono molti le co-produzioni in atto – che si erano messe d’accordo per un prodotto a tratti molto simile, quantomeno nelle premesse, a una delle serie che ha cambiato il volto della televisione: Lost. Una scommessa ardua ma inizialmente ben ripagata, che sarebbe dovuta durare ben sei stagioni secondo il pacchetto proposto da Rake, non fosse che alla metà esatta del pacchetto, NBC si è ritirata dall’accordo cancellando la serie alla sua terza stagione. Un vero colpo al cuore per Rake, che condivise a mezzo social: “Essere stati chiusi a metà della storia è un pugno allo stomaco. Speriamo di trovare una nuova casa per la serie, voi fan vi meritate la fine di questo racconto. Grazie per l’amore che dimostrate a tutti noi del cast e della troupe”.

A mediare nella ricerca di una nuova casa era intervenuta proprio la Warner Bros, che secondo le prime indiscrezioni a una settimana di distanza dalla cancellazione – era metà giugno 2021 – stava cercando in Netflix dei nuovi possibili soci. La NBC, dal canto suo, si era ritirata per un enorme calo degli ascolti (-21% dalla seconda alla terza stagione). Inizialmente l’accordo si era risolto in un nulla di fatto, cosa che aveva spinto Rake e dire addio definitivamente alla serie. O almeno così credeva. Perché in agosto, Netflix torna sui suoi passi dopo una lunga e durissima trattativa, rinnovando Manifest per una quarta stagione, che sarebbe stata l’ultima ma avrebbe potuto contare su un pacchetto di episodi enorme: ben venti. Forse anche sotto spinta di fan accanitissimi come Stephen King, che avevano lanciato un appello per il rinnovo.

In un certo senso, viste le recenti strategie Netflix in fatto di piani di distribuzione, la serie si chiuderà con una quinta stagione ideale: è probabile infatti che i venti episodi vengano distribuiti in due parti. Un po’ come avvenuto per La Casa di Carta, con la differenza che in quel caso si trattò di due blocchi da cinque: non propriamente due stagioni, ma effettivamente due atti ridotti. Avremo quindi tutto il tempo di veder risolto il mistero del Volo 828, scomparso dai radar per cinque anni e riapparso come se, per i passeggeri, fossero passate poche ore. Già caricate in blocco sul catalogo Netflix, sulle prime tre stagioni la Warner manterrà i diritti di distribuzione fino alla fine delle messe in onda, per poi cederli interamente al gigante dello streaming. Voi state vedendo la serie? Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!

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