Marc Guggenheim commenta i recenti eventi di Arrow e anticipa qualche dettaglio sul finale

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La sesta stagione di Arrow è stata caratterizzata da drammi e situazioni impensabili, provocate stavolta non dai criminali e antagonisti di turno, ma dagli stessi componendi del Team Arrow, che quest’anno sembra destinato a sgretolarsi sempre più. Ma come è stata accolta dai fan questa radicale scissione?

Non tanto bene, in realtà. Intervistato da TV Line, Marc Guggenheim, co-showrunner e produttore esecutivo di Arrow, ha rivelato che non aveva neanche preso in considerazione l’idea che i componenti più recenti del Team Arrow potessero non godere della stessa devozione che i fan provano per il trio originale - Oliver Queen/Green Arrow (Stephen Amell), Felicity Smoak (Emily Bett Rickards) e John Diggle (David Ramsey).

Credo di aver fatto male i miei calcoli, poiché indipendentemente dal fatto che tutti gli elementi possano essere uguali e altrettanto forti, i personaggi originali godranno sempre un amore e un affetto maggiore, rispetto a quelli nuovi. Nel mettere a punto questi argomenti, siamo stati troppo imparziali. O almeno ci abbiamo provato. Non abbiamo tenuto conto del fattore familiarità.

Qualora non abbiate seguito la sesta stagione di Arrow, potrebbe occorrervi un rapido recap dei suoi eventi principali: durante il finale di mid-season, Rene Ramirez/Wild Dog (Rick Gonzalez) ha confessato di essere il testimone chiave nell’indagine dell’FBI contro Oliver Queen, attuale sindaco di Star City e alter-ego di Green Arrow. Rene ha anche ammesso di averlo fatto perché le autorità avevano minacciato di portargli via la sua unica figlia, ma nonostante le sue ragioni fossero teoricamente comprensibili, i nuovi membri del Team Arrow - inlusi Dinah Drake/Black Canary (Juliana Harkavy) e Curtis Holt/Mr. Terrific (Echo Kellum) - sono stati posti sotto stretta sorveglianza dallo stesso Oliver, il quale li ha spiati per identificare un eventuale traditore. Deluse da questa sua mancanza di fiducia, le tre new-entry hanno dunque deciso di distaccarsi dal Team Arrow originale, cominciando ad operare per i fatti propri.

Sebbene Guggenheim abbia riconosciuto di aver commesso qualche errore di calcolo su come i fan avrebbero reagito dinanzi alla trama della stagione in corso, il produttore esecutivo ha spiegato che l’idea di far combattere i supereroi in lette interne è una lunga tradizione dei fumetti: “I supereroi che cadono e combattono tra loro sono una delle tradizioni più antiche dei fumetti. Ancora una volta, questo è forse il punto in cui abbiamo sbagliato i calcoli, ma ho sempre pensato che i fan avrebbero concordato con noi, perché si tratta di un vero e proprio fumetto supereroistico. Nel Marvel Cinematic Universe, molti ottimi film si basano sulle lotte interne”.

Per quel che concerne l’attuale situazione del Team Arrow, soprattutto ora che anche Diggle ha deciso di abbandonare la squadra, Guggenheim spera che i fan sia abbastanza pazienti da attendere il finale di stagione: “La cosa che chiedo sempre, e che qualunque showrunner potrebbe chiedere, è: ‘siamo fondamentalmente nel mezzo della storia, quindi cerca di non giudicare prima che la trama si risolva da sola”.

Nei giorni scorsi, durante un’intervista ai microfoni di Entertainment Weekly, Guggenheim aveva già lasciato intendere che l’imminente finale di stagione avrà un importante e complicato impatto su Oliver Queen: “È un finale molto insolito. Ha sicuramente un cliffhanger, ma non un tradizionale cliffhanger. Il finale dello scorso anno è stato un cliffhanger tradizionale. Era davvero un ‘Oh mio Dio, cosa succederà?’. Questo è un tipo diverso di cliffhanger. Direi che segue la scia del cliffhanger posto al termine della prima stagione”.

Arrow torna ogni giovedì su The CW.

FONTE: CB
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