Michael Chabon, showrunner di Star Trek: Picard, parla di un particolare cambiamento

Michael Chabon, showrunner di Star Trek: Picard, parla di un particolare cambiamento
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Mentre si parla già della trama della penultima puntata di Star Trek: Picard, in molti hanno notato l'assenza di un espediente narrativo presente in tutte le altre serie dedicate all'universo creato da Gene Roddenberry.

Stiamo parlando dei famosi messaggi con cui iniziavano gli episodi degli show, dettati generalmente dal capitano o da uno dei personaggi principali. Queste note non sono però presenti nella nuova serie dedicata a Jean-Luc Picard, come spiegato dallo showrunner Michael Chabon durante un'interazione con i fan: "La narrazione fuori campo può migliorare molto una storia, ma può anche peggiorarla, secondo me funziona, rende più interessante la visione per uno spettatore, quando viene usata in modo ironico come commento ad una azione che si vede in schermo, per farci fare qualche domanda riguardo quello che vediamo, quello che ci viene detto, la sincerità del narratore o tutte e tre le cose. Penso a Sunset Boulevard o a volte in Quei Bravi Ragazzi".

Il commento dello showrunner continua: "Può essere anche utile a volte per inquadrare l'azione, come in Data's Day. Ma può essere stancante se usata in ogni puntata". Nel frattempo siamo quasi giunti alla conclusione della prima stagione della serie presente nel catalogo di Amazon Prime Video, se non lo avete ancora fatto vi consigliamo di leggere la nostra recensione della puntata otto di Star Trek: Picard.

FONTE: cb
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