Mindhunter: Holt McCallany si è ispirato ad un storia vera per il finale della serie

Mindhunter: Holt McCallany si è ispirato ad un storia vera per il finale della serie
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Continuano le dichiarazioni dell'interprete di Bill Tench, dopo aver ammesso di essere rimasto colpito dalla performance di Damon Herriman in Mindhunter, questa volta ci racconta cosa lo ha aiutato nella sua interpretazione nel finale della seconda stagione della serie. Continuate a leggere solo se avete già visto tutte le puntate di Mindhunter.

Alla fine delle indagini ad Atlanta l'agente dell'FBI Bill Tench scopre che sua moglie ha lasciato la loro casa, insieme al figlio. Holt McCallany ha rivelato che qualcosa di simile è successo anche a suo padre, e che si è ispirato proprio ai suoi racconti per rendere più credibile la scena: "Mi sono ispirato a mio padre, era un uomo dei suoi tempi e in un certo senso era un padre assente proprio come lo è Bill. Cerca di essere in due posti contemporaneamente, crede di riuscire a gestire la cosa, ma non è vero ed è devastante per lui". Il padre dell'attore era un produttore di Broadway, vincitore di un Tony Award nel 1970, questo però lo portava ad essere spesso assente da casa, cosa che la moglie, l'attrice Julie Wilson non gli ha mai perdonato, fino al giorno del divorzio.

"Ha passato anni a lavorare per un Tony, stava in questi bar insieme a gente come Tench e membri dell'IRA, ed era qualcosa che a mia madre non piaceva. Per questo se ne è andata senza dire una parola".

Non rimane che aspettare la terza stagione per scoprire come si evolverà la vicenda, nel frattempo vi lasciamo con la nostra recensione di Mindhunter 2.

FONTE: thewrap
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