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Mindhunter: Jonathan Groff rivela quale momento del finale è stato improvvisato

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Prima che il fenomeno Stranger Things catalizzasse tutta l’attenzione mediatica attorno a sé, le principali discussioni sul panorama seriale riguardavano Mindhunter, probabilmente una delle migliori serie dell’anno partorite da Netflix.

Ovviamente non tutti i segreti della creatura di Jon Penhall e David Fincher sono stati sviscerati e uno riguardo al finale di stagione lo rivela proprio il protagonista, Jonathan Groff. Alla fine del decimo episodio, vediamo l’Agente Speciale Holden Ford incontrare nuovamente Ed Kemper, ricoverato in ospedale per aver tentato il suicidio, così da attirare nuovamente l’attenzione dell’agente dell’FBI; il momento finale rende limpida a Ford la natura dell’uomo che ha davanti e che fino a qualche momento prima considerava quasi un amico. Preso coscienza dell’effettiva natura del soggetto, la realtà sembra crollare addosso al giovane agente federale, che è vittima di un attacco di panico.

A quanto pare, questo momento non faceva parte del copione: “Adoro l’evoluzione del rapporto tra Kemper e Ford, il loro arco narrativo attraverso tutta la stagione e il modo in cui gli sceneggiatori hanno messo tutta quella energia nel finale, quasi come se Ed fosse un ex-amante rigettato. Holden è un personaggio completamente diverso rispetto al loro primo incontro. In quel primo incontro lo vedevamo molto abbottonato, orripilato, spaventato, e poi nel finale lo incontra quando non ha più nessuno nella sua vita. È questa disperazione, questo bisogno, che lo porta dritto al punto con Ed. E Ed è colui che gli dà questa specie di epifania.

Ricordo quando, durante le riprese della scena, Joe Penhall ha detto: ‘E se Ed lo abbracciasse? E se il finale della prima stagione fosse un serial killer che abbraccia il suo profiler? Non è un’immagine agghiacciante?’. Cameron è fenomenale e quando ho letto la scena con lui la prima volta mi si sono rizzati i capelli. Quella scena finale è stata facile da girare, perché è letteralmente terrificante”.

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