Mindhunter: la vera storia dietro un momento importante dello show

Mindhunter: la vera storia dietro un momento importante dello show
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Mindhunter è una serie basata su fatti reali, ma quello che forse non tutti sanno è che la fonte d’ispirazione principale è il libro omonimo, scritto a quattro mani da Mark Olshaker e John E. Douglas. Quest’ultimo è un ex-agente FBI e ha rivelato che una scena vista nello show non è mai avvenuta, ma la realtà è probabilmente più inquietante.

Douglas ha raccontato in un’intervista con Digital Spy che il momento dell’abbraccio tra Ed Kemper e Holden Ford (il personaggio basato su Douglas stesso) è frutto di fantasia. “Kemper non avrebbe mai fatto una cosa simile”, ha spiegato. Però, c’è un aspetto legato a quella vicenda che ha richiami con quello che è successo davvero e riguarda la reazione di Holden (Jonathan Groff), che reagisce allo stress accumulato accusando degli attacchi di panico.

Nell’ultimo episodio della prima stagione si vede l’effetto avuto su Holden, ed è vero”, ha detto Douglas. “L’ansia che prova Holden è quella che ho provato io. All’epoca avevo 38 anni e ho rischiato di morire durante un’investigazione sugli omicidi di Green River quando sono collassato in hotel a causa di un’encefalite virale”. Nella serie, Holden viene lasciato andare in tempi relativamente brevi, mentre l’esperienza di Douglas è stata più dura: “Sono stato in coma per una settimana, mi sono risvegliato paralizzato e ho dovuto fare cinque mesi di riabilitazione”. Nonostante tutto, l’agente è tornato a lavorare con l’FBI.


Per ulteriori dettagli su Mindhunter, potete leggere la vera storia di Charles Manson, comparso nella serie Netflix e vi ricordiamo che è disponibile la recensione della seconda stagione.

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