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Netflix è accusata di rendere glamour lo sfruttamento della prostituzione nello show Baby

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La National Center on Sexual Exploitation ha inviato una lettera ai vertici di Netflix accusandoli formalmente di voler rendere affascinanti fenomeni di abuso e di sfruttamento della prostituzione minorile nella serie tv Baby, terza opera italiana ad essere prodotta dalla piattaforma streaming.

L'organizzazione americana con sede a New York si è nettamente opposta alla produzione dello show televisivo in otto puntate che esplorerà lo scandalo delle baby squillo scoppiato nella capitale italiana nel 2014:

"Netflix ha recentemente licenziato Kevin Spacey (in House of Cards, ndr) per poi tornare indietro e produrre un telefilm che mette alla ribalta lo sfruttamento sessuale di minori, soprannominando ipocritamente questo fenomeno come 'intrattenimento tagliente'. Non esistono baby prostitute, solo vittime di abusi sessuali, bambine sfruttate e stuprate. Se i vertici di Netflix hanno più a cuore la fine dello sfruttamento sessuale in questo periodo storico del #MeToo anzichè i profitti che ne ricaveranno, dovranno cancellare immediatamente la produzione di questo show".

Baby, annunciata lo scorso Novembre, è prodotta da Fabula Pictures. Le riprese partiranno in questi mesi. Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi, nel frattempo diteci se ritenete anche voi poco opportuna la messa in onda di questo serial.

FONTE: Deadline
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