Netflix, dipendenti in protesta dopo il caso Chappelle: "Rispettiamo la loro decisione"

Netflix, dipendenti in protesta dopo il caso Chappelle: 'Rispettiamo la loro decisione'
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Sembra ancora lontana la fine delle polemiche in casa Netflix relativamente al caso sollevato dallo special The Closer dello stand-up comedian Dave Chappelle, distribuito sulla piattaforma streaming da inizio ottobre. L'accusa allo show è quella di promuovere stereotipi e pregiudizi contro la comunità LGBT+.

Alcune battute contenute nello show hanno sollevato numerose polemiche nella comunità LGBT+ e tra i dipendenti del colosso streaming. Proprio una settimana fa, Netflix ha reintegrato la dipendente trans Terra Field, sospesa in seguito alle polemiche sui social network sul caso Chappelle, mentre il dipendente responsabile del leak dei dati riservati relativi ai costi degli show incluso The Closer) è stato licenziato.

Proprio ieri il CEO di Netflix, Ted Sarandos ha ammesso le sue colpe nella gestione del caso Dave Chappelle, soprattutto per quanto riguarda le comunicazioni interne all'azienda. A seguito delle critiche da parte di alcuni dipendenti, Sarandos aveva negato il ritiro dello special di Chappelle dalla piattaforma spiegando che "su Netflix non accettiamo titoli progettati per incitare odio o violenza, e non crediamo che The Closer attraversi quel confine".

Ma i dipendenti in dissenso sono ancora molti e proprio oggi hanno organizzato uno sciopero con un presidio di protesta di fronte alla sede centrale di Netflix a Los Angeles.

Netflix ha fatto sapere tramite un suo portavoce che rispetterà la decisione di tutti i dipendenti che protesteranno per la gestione del caso Chappelle: "Apprezziamo tutti i colleghi trans e i loro alleati e capiamo la ferita profonda che è stata causata" riporta la nota di Netflix. "Rispettiamo la decisione di qualunque dipendente che scelga di scioperare e riconosciamo che c'è ancora molto lavoro da fare sia dentro Netflix che nei nostri contenuti".

FONTE: The Wrap
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