Pennyworth: i creatori dello show sulle potenzialità di Alfred, dei villain e della serie

Pennyworth: i creatori dello show sulle potenzialità di Alfred, dei villain e della serie
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Bruno Heller e Danny Cannon, i creatori di Pennyworth, la nuova serie DC in onda su Epix, discutono in un'intervista con Collider del sempre troppo sottovalutato Alfred, delle opportunità che dei villain privi di superpoteri possono dare e delle potenzalità dello show.

Ma cosa li ha portati a scegliere proprio Alfred come personaggio principale?

BH: "È stata una combinazione di cose. Volevamo entrambi lavorare in Inghilterra, e il DC universe ha un sacco di fantastici personaggi con superpoteri e dalle abilità sovrumane. Ci sono molti pochi personaggi non dotati di essi che possono vantare uno status da icona, e Alfred Pennyworth era uno di questi. La cosa più affascinante è che è un personaggio decisamente sottovalutato e poco utilizzato. È qualcuno che è sempre stato nell'inquadratura, ma mai al centro della foto. E grazie alla sua età più avanzata, potevamo tornare indietro e raccontare il suo passato, una origin story completamente nuova per un personaggio che tutti conoscono. Quindi possiamo dire che incontrava un po' tutti i requisiti".

DC: "La sua età ha giocato un ruolo chiave [...]. Il mondo che poteva essere creato, perché doveva essere una versione DC di questo, più il fatto che avevi questo giovane uomo, appena tornato dalla guerra e rientrato a casa, nella società, ci ha davvero entusiasmato".


Quale reazione sperano di suscitare nel pubblico con la loro nuova fatica?

DC: "La mia speranza è che il pubblico possa appassionarsi e immergercisi tanto quanto quanto noi. Ogni volta che prendiamo una decisione, che si tratti di costruire un set, trovare una location, o un nuovo membro del cast... il mondo in cui ci troviamo si fa sempre più ricco e complicato. Continuiamo ad aprire nuove porte, ad andare giù per altre scalinate e aprire ancora ulteriori porte, e ogni stanza è più interessante di quella precedente quando si tratta delle storie, dei personaggi, e di dipingere questo mondo." e continua "È uno di quei mondi che, una volta che ti ci immergi, è il nostro lavoro quello di sorprenderti e continuare ad attirarti ad esso con nuovi strati tutti da scoprire".

BH: "Scioccheremo decisamente il pubblico con alcune delle cose che faranno i nostri eroi e le nostre eroine, proprio perché il pubblico è abituato a queste narrazioni maestose sui supereroi. Queste persone sono reali, e faranno degli errori che sfideranno, stupiranno e impressioneranno l'audience".

DC: "E sconvolgeranno alcuni".

Niente supervillain qui, ma qualcosa di ugualmente spaventoso, anche se più "ancorato nella realtà".

DC: "Quando abbiamo iniziato a parlarne, Bruno disse che i villain sarebbero stati persone come Jack Lo Squartatore, e aveva davvero senso. L'idea brillante, per me, è stata quella di ambientare la storia nell'Inghilterra degli anni '60, o questa nuova Inghilterra anni '60 dai toni Dickensiani e Orwelliani. Così poter trarre i nostri villain dalla letteratura classica e portarli nella nostra Londra, è un po' come attingere dai fumetti di supereroi. Questo per me aveva perfettamente senso. Che siano discendenti di persone imparentate con altre, o somigliano soltanto a loro, già mi avevano fatto pensare a cinque stagioni per la serie".

Quindi è questo l'obiettivo? 5 stagioni?

DC: "Piano".

BH: "Una delle cose con cui devi iniziare, o almeno con cui io e Danny ci proponiamo di iniziare, è avere grossomodo un'idea di come sarà, per dire, il nono episodio della quarta stagione. Se non è così, probabilmente non hai una buona idea per la tv. Se vuoi avere successo, è quello che devi saper fare, quindi ha senso essere sicuri di avere abbastanza materiale e idee per una storia che possa continuare e svilupparsi". E conclude "Con questi personaggi, è sia una sfida che una benedizione che la gente sappia già come finisce la storia, ma che sia all'oscuro su quello che è accaduto da qui fino agli episodi di Gotham, alla morte di Thomas e Martha. È una pagina bianca, il che significa che puoi raccontare una storia che sia estremamente reale e basata sui suoi personaggi [...] Il pericolo con gli aspetti più supereroistici del mondo dei fumetti DC è che è davvero difficile fare di meglio di quello che viene fatto nei film, e devi continuamente migliorarti. Con Pennyworth, che ha più a che fare con la vita reale e con le personi reali, c'è una maggiore coerenza di fondo".

FONTE: Collider
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