Perché si chiama La casa di carta? Ecco com'è nata l'acclamata serie Netflix

Perché si chiama La casa di carta? Ecco com'è nata l'acclamata serie Netflix
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La quinta parte de La casa di carta, che andrà a concludere l'amatissima serie, è uno dei prodotti più attesi del futuro su Netflix. Una delle domande che i fan si pongono è: come finirà il colpo al Banco de España? Nuove foto dal set de La casa di carta 5 ci mostrano momenti concitati, e la tensione degli amanti della serie è alle stelle.

Inoltre, diverse teorie vorrebbero uno dei personaggi più amati de La casa di carta fare il suo clamoroso ritorno nella quinta e ultima parte de La casa de papel . Gli ingredienti per un finale esplosivo, dunque, ci sono tutti. In attesa di scoprire le risposte a tutte le nostre domande, abbiamo già trattato di alcune curiosità legate alla serie e abbiamo elencato i membri della banda de La casa di carta dal peggiore al migliore. Oggi, invece, torneremo alle origini della serie e proveremo a rispondere a un altro quesito popolare sul web: come mai la serie si chiama così? E com'è nata? Vediamolo insieme.

13 gennaio 2006. Siamo a San Isidro, cittadina in provincia di Buenos Aires, e in particolare nel quartiere Acassuso, uno dei più ricchi dell'hinterland della capitale argentina. Cinque criminali entrano nella banca Rìo e trattengono 23 persone in ostaggio per cinque ore. Ciò che caratterizza questo colpo, che passerà alla storia come El robo del siglo (lett. "la rapina del secolo"), è che i rapinatori non possiedono nessuna arma (se non qualche pistola giocattolo), non hanno intenzione di ferire nessuno, ma solamente di riuscire a fuggire attraverso un tunnel scavato precedentemente. La refurtiva? Qualcosa come 19 milioni di dollari e 80 chilogrammi di gioielli. Il segreto delle operazioni è la figura di un sesto uomo, in grado di guidare le operazioni dall'esterno: il suo nome è Fernando Araujo, ma i membri della banda lo conoscono semplicemente come Il Maestro. I criminali sarebbero riusciti a farla franca, se non fossero stati denunciati dalla moglie di uno di loro, gelosa del fatto che il marito fosse scappato con la giovane amante.

Poeticamente, prima di andarsene dalla banca, i rapinatori lasciarono un simpatico messaggio per la polizia che, attonita dopo aver fatto irruzione, non trovò traccia della banda. Una volta catturati, vennero condannati a 5 anni di carcere, ma della refurtiva venne recuperato solamente un milione di dollari.

Questa storia vi ricorda qualcosa, vero? Ebbene, la principale ispirazione per le avventure del Professore e dei nostri amati "Dalí" è stata proprio questa rapina, che in Argentina ha avuto una eco di risonanza incredibile, e ancora oggi viene ricordata come uno dei colpi meglio riusciti della storia.

Da questo, è facile comprendere anche a cosa sia dovuto il nome della serie. La casa di carta (in lingua originale La casa de papel), altro non sarebbe che la famosa Zecca di stato spagnola protagonista delle prime due parti della serie: letteralmente, la "casa" dove si produce la carta, ossia il denaro. Inoltre, metaforicamente potrebbe esserci anche un rimando ai "castelli di carta", inteso come le perfette pianificazioni che poi, una volta scontratesi con la realtà, crollano alla prima difficoltà. Curiosamente, invece, il titolo in inglese della serie è un più classico Money Heist, concentrandosi più sulla questione della rapina.

In attesa di scoprire se tutto si rivelerà essere un vero e proprio "castello di carta" con il finale della serie, qui potrete trovare la nostra recensione della quarta stagione de La casa di carta.

E voi? Conoscevate le origini della serie e la motivazione del nome che le è stato dato? Fatecelo sapere con un commento nello spazio dedicato!

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