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I produttori di Tredici si difendono dalle accuse di istigazione al suicidio

I produttori di Tredici si difendono dalle accuse di istigazione al suicidio
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Un recente studio evidenzia dati in cui si collega l'aumento dei suicidi tra giovani donne alla messa in onda del teen drama 13 reasons why. Alcuni membri della produzione si difendono dalle accuse con altre ricerche che mostrano invece come Tredici abbia aiutato molti adolescenti.

Da poco è nuovamente scoppiata la polemica sulla presunta pericolosità del teen drama di Netflix, Tredici (una madre in seguito alla la morte della figlia ha lanciato una petizione per cancellare 13 reasons why), in quanto a detta di alcuni avrebbe provocato l'aumento del numero di suicidi tra gli adolescenti, in particolare tra le ragazze.

I produttori della serie tv, hanno risposto alle accuse con un'intervista rilasciata a Hollywood Reporter, in cui lo showrunner Brian Yorkey e la consulente e psichiatra della serie Rebecca Hedrick hanno affermato che, al contrario di quanto è stato detto, un prodotto come Tredici ha aiutato a superare il tabù del suicidio giovanile, incoraggiano gli spettatori a parlare con i propri cari e di conseguenza a chiedere aiuto in caso di problemi. Dunque la serie tv avrebbe aiutato a superare i pensieri i suicidi, non a farli nascere.

I due hanno continuato affermando che lo studio che ha stabilito un collegamento tra il teen drama e il numero di suicidi non ha tenuto conto della quantità maggiore di adolescenti che dopo la visione della serie tv hanno cambiato il proprio atteggiamento nei confronti di atti di violenza.

Le statistiche, inoltre, non hanno rilevato alcuna impennata nei suicidi tra le giovani dopo la messa in onda della show, e i numeri relativi ai ragazzi erano in aumento già da prima.

D'altra parte, durante le riprese di 13 reasons why erano presenti esperti di violenza sessuale, bullismo e psicologi che hanno contribuito alla realizzazione di un prodotto che fosse il più possibile vicino alla realtà dei fatti, data la delicatezza dei temi affrontati. Argomenti che inevitabilmente hanno aperto una serie di dibattiti sulla necessitò o meno di mostrare certe situazioni (una delle stesse attrici ha commentato la scena più cruda e criticata della seconda stagione).

FONTE: DigitalSpy
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