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Resident Evil massacrata, ma è quarta nella classifica streaming: batte The Boys!

Resident Evil massacrata, ma è quarta nella classifica streaming: batte The Boys!
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Non esiste buona o cattiva pubblicità: esiste solo pubblicità. E anche una serie come Resident Evil, uno dei reboot peggio recensiti da pubblico e critica degli ultimi tempi, può sfruttare la visibilità negativa. La classifica Nielsen stilata su tutti i servizi di streaming lo posiziona al quarto posto: ecco di quanti minuti batte The Boys.

Chiamamola psicologia inversa: per un prodotto d’intrattenimento, se particolarmente atteso e comunque correlato a universi narrativi già piuttosto noti nell’immaginario collettivo, una completa stroncatura può fruttare quasi più di una serie di recensioni nella media. Questo perché i fan di vecchia data saranno spinti a vederla in ogni caso, mentre molti altri accorreranno anche solo per trovare conferma di quelle recensioni. Banalmente chiedendosi: “È davvero così pessima?”. Se poi vi si aggiunge il fatto che, in generale, un apocalisse zombie (su Netflix poi) attira anche il pubblico di genere, l’equazione è presto fatta.

È forse questo che ha permesso a Resident Evil, nella sua settimana di debutto su Netflix, di scalare non poco la nota classifica Nielsen stilata a livello generale sulla base dei minuti di riproduzione totali. Una statistica solo quantitativa e non qualitativa, che tiene conto anche delle riproduzioni di utenti non arrivati a fine serie, ma che banalmente potrebbero essersi fermati alla seconda puntata. Nielsen rivela le sue classifiche generalmente in ritardo, dovendo attendere i resoconti (non pubblici) dei servizi sulle statistiche di riproduzione. E sulla base di questo, nella settimana fra l’11 e il 17 luglio, Resident Evil compare quarta con 858 minuti di visualizzazione.

In quella breve finestra, stando almeno all’autocertificata Top 10 Netflix, Resident Evil è anche riuscita a detronizzare Stranger Things dal primo posto, che però invece secondo Nielsen manteneva ancora il primo in quella settimana. Segno, ancora una volta, che le Top 10 rese pubbliche dalle società vanno prese con le pinze, non di rado (si ipotizza) utilizzate proprio per spingere prodotti particolarmente a rischio. Quindi Stranger Things con 2,94 miliardi di minuti di riproduzione e le sue star che, nel frattempo, hanno usato la visibilità ottenuta anche a fin di bene: per esempio, Jamie Campbell Bower ha parlato delle sue dipendenze.

Al secondo posto segue sempre Netflix – stavolta, con un film – con Il Mostro dei Mari che ha raggiunto i 920 milioni di minuti, seguita da Prime Video con 887 milioni per The Terminal List con Chris Pratt al terzo posto e infine, a chiudere la Top 5 sotto Resident Evil, The Boys che arriva a 828 milioni di minuti. Nel frattempo, Antony Starr ha annunciato l’inizio riprese anticipato di The Boys 4.

FONTE: Nielsen
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