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Resident Evil, che storia adatterà la serie live-action di Netflix?

Resident Evil, che storia adatterà la serie live-action di Netflix?
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Grande fermento intorno al nuovo progetto di reboot per piccolo schermo operato da Netflix su Resident Evil. Ora se ne conosce anche la data d'uscita, ma soprattutto la storia che racconterà, fra passato e presente dell'epidemia, puntando la lente d'ingrandimento su un Albert Wesker e una Racoon City molto diversi.

Il gigante dello streaming dalla Grande N si prepara a dire addio a show importantissimi su Netflix, mettendo in cantiere tutta una serie di nuovi, ambiziosi progetti per quando i vari passaggi di testimone si saranno conclusi nel corso del 2022. Ma al di là dei nuovi aggiornamenti sulla distribuzione di ONE PIECE, Netflix si aggiunge a tutto un nuovo filone della serialità horror. Ma lo fa, in questo caso, con la più orrorifica delle saghe videoludiche trasposte negli anni (finora) solo su grande schermo. Stiamo ovviamente parlando di Resident Evil, il fortunatissimo gioco della giapponese Capcom.

Di fronte a tutta una serie di capitoli già ampiamente adattati a livello cinematografico, dalla saga con protagonista Milla Jovovich al nuovo reboot con Kaya Scodelario in Resident Evil: Welcome to Racoon City, questa nuova serie sembra intenzionata a recuperare un personaggio storico del videogioco: anche se, del canone, sembra rimanere giusto il nome. Stiamo parlando di Albert Wesker, che nei primi capitoli viene presentato come alleato delle squadre S.T.A.R.S. ma si rivelerà invece il principale antagonista della saga, un mutante dal genoma modificato e ulteriormente potenziato quando entrò in contatto con il Virus T.

In questa nuova storia completamente inedita scritta da Andrew Dabb (Supernatural), lo troviamo come un virologo della Umbrella Corporation trasferitosi a New Racoon City – la città fittizia che nasconde il gigantesco laboratorio della compagnia, ricostruita dopo il contagio del ’98 – con le due figlie quattordicenni, diviso fra i problemi crescenti del contenimento del virus e le incombenze da padre di famiglia. Questa prima linea temporale è ambientata proprio ai giorni nostri, in concomitanza con una nuova fuga del Virus T pronta a invadere la Terra. Se si attingerà dai videogiochi, ci si rifarà ovviamente alle ambientazioni dei primi capitoli, in cui la città è ancora in piedi. Ma per prevedere l’altra metà di serie, bisogna spostare lo sguardo più avanti nel contagio.

Una seconda linea temporale infatti salterà fino al 2036 e dovrebbe avere come protagoniste le figlie di Wesker: Jade e Billie. L’epidemia è ormai arrivata a un punto di non ritorno: solo 15 milioni di superstiti rimasti sani, contro i sei miliardi di zombie, mostri e creature infettate dal Virus T. Jade è alla soglia dei trent’anni e dovrà fare i conti non solo, come tutti gli altri, con i pericoli di un mondo post-apocalittico, ma anche con gli oscuri segreti che reca dentro di sé e con un passato di lutti che potrebbe tornare a perseguitarla. Manca davvero poco all’uscita della serie, che arriverà su Netflix il 14 luglio di quest’anno. Quali le vostre aspettative? Ditecelo nei commenti!

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