I Simpson, come fanno a predire il futuro? Ce lo svelano gli autori

I Simpson, come fanno a predire il futuro? Ce lo svelano gli autori
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Si tratta certamente di uno dei cartoni animati più noti al mondo: i Simpson non smettono di stupire il pubblico, giunti alla loro trentunesima stagione. Negli anni le avventure della stramba famigliola di Springfield hanno riproposto scenari assurdi che, spesso, hanno trovato riscontro nella realtà. Ma come è stato possibile tutto ciò?

In una recente intervista ad Entertainment Tonight, ce lo hanno spiegato il cast e i produttori. Tutto è iniziato quando una clip dell'episodio "Marge in Chains" ha iniziato a girare. L'episodio del 1993 racconta di un virus simile all'influenza che dal Giappone giunge a Spingfield. Il medico per tentare di calmare le acque decide di somministrare un placebo, non essendoci ancora alcuna cura. I cittadini, ignari di ciò, prendono d’assalto un camion parcheggiato nei pressi dell’ospedale credendo di trovarvi il rimedio miracolosa. Gli scatoloni non contengono però altro che api, che fuggendo, riversano la città ulteriormente nel caos.

"Abbiamo un discreto curriculum, il che è impressionante", ha scherzato Cartwright, mentre Yardley Smith, che dà la voce a Lisa, ha aggiunto: "Se si inventano storie per tre decenni, probabilmente azzeccherai qualcosa ogni tanto".

Lo showrunner Al Jean ha riso, "La gente ci sta chiedendo di predire anche cose buone perché ultimamente ci sono state cose troppo negative".

Bill Oakley che spesso ha scritto anche per la serie ha detto a The Hollywood Reporter che non crede nelle teorie della cospirazione intorno allo show. "Non mi piace che venga utilizzato per scopi nefasti", ha iniziato Oakley. "L'idea che qualcuno, sfrutti la serie per far credere che il coronavirus sia un complotto asiatico è terribile. In altri termini si sta tentando di dare la colpa all'Asia - penso che sia molto imbarazzante. Credo che il vero antecedente dell'influenza di Osaka trasposta nella serie, sia stata l'influenza di Hong Kong del 1968. Doveva solo essere una battuta veloce su come questa fosse arrivata qui".

"Doveva essere una storia assurda, qualcuno che tossisce in una scatola diffondendo un virus che si conserva anche più di 6-8 settiamne al suo interno", ha continuato. "È da cartone animato. L'abbiamo fatto intenzionalmente da cartone animato perché volevamo che fosse sciocco e non spaventoso. Non doveva portare con sé nessuna di queste cattive associazioni, motivo per cui il virus stesso si comportava come un personaggio dei cartoni animati e si comportava in modo estremamente irrealistico".

In attesa della trentaduesima stagione in produzione, ripercorriamo insieme tutte le volte in cui i Simposon hanno previsto il futuro.

FONTE: comicbook
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