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Squid Game, Lee Jung-jae "triste" per il successo: "Dovrebbe preoccupare"

Squid Game, Lee Jung-jae 'triste' per il successo: 'Dovrebbe preoccupare'
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Certo è che con una seconda stagione di Squid Game in arrivo - per molti forzata - e con il suo protagonista Lee Jung-jae rimasto famoso per aver proposto le idee più "stupide" per resuscitare i personaggi, questa sua intervista ci farà ricredere. Nonostante sia il primo attore asiatico ad averci vinto l'Emmy Award.

Altro che seconda stagione solamente. Ormai si parla di nuovi spinoff coreani, altre versioni internazionali dello show e persino un reality show di Squid Game. Dopo dieci anni passati a pietire ed elemosinare un budget, il creatore Hwang Dong-hyuk si vede trasformata la sua IP in un potenziale, gigantesco franchise da sfruttare per Netflix. Forse è vero, forse si è perso il senso, nonostante lo show abbia permesso – assieme all’Oscar a Parasite – di imporre finalmente al grande pubblico un’area cinematografica che sfornava capolavori da vent’anni, senza che se ne parlasse abbastanza.

Ora, le ultime stime ci confermano che Squid Game è il kdrama più popolare su Netflix. E a dire il vero lo sapevamo già, visto che rimane lo show più visto in assoluto sull’emittente e forse il più visto nella storia di tutto il piccolo schermo. Ma questo successo, alla star vincitrice dell’Emny Lee Jung-jae, lascia un po’ di amaro in bocca. Della serie, anche i ricchi piangono: "Ne sono felice, certo, ma è agrodolce. Sì, è fantastico che il pubblico stia consumando contenuti coreani in tutto il mondo. E che li apprezzino” – esordisce in una lunga intervista al Guardian.

Ma se pensi ai temi di Squid Game – fino a che punto siamo disposti ad andare per accumulare ricchezza personale – il fatto che abbia risuonato con così tanti in tutto il mondo è preoccupante. Si ha la sensazione che questa sia la realtà per così tante persone a livello globale. E questo mi fa sentire estremamente triste. Noi abbiamo dovuto esprimere le esperienze di questi personaggi spinti a quegli estremi. E a cosa ha portato? È stato terribile. Più bello era il set del gioco, più sembrava infantile e divertente, più orribile era per i personaggi e quindi per noi attori”.

L’attore conclude poi: ”Penso a ciò che è successo in quello spettacolo. E mi ha fatto pensare a cosa non sto facendo. Molti di noi vivono ignari. Mi ha fatto ripensare a come guardo il mondo. In questo modo il messaggio di Squid Game ne esce confuso”. Voi che ne pensate delle parole di Lee Jung-jae? Ditecelo nei commenti!

FONTE: The Guardian
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