Star Wars, l'attore di Darth Maul difende la polizia USA, i social impazziscono

Star Wars, l'attore di Darth Maul difende la polizia USA, i social impazziscono
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A quanto sembra gli scontri tra Impero e Resistenza continuano anche fuori dai set di Star Wars, ma stavolta le due fazioni si scontrano sul terreno ben più scivoloso dei diritti delle persone nere e dopo la presa di posizione di John Boyega al fianco del Black Lives Matter anche Sam Witwer, doppiatore della serie animata The Clone Wars, scende in campo.

Negli ultimi giorni si sta gridando all'unisono per un de-potenziamento della polizia statunitense, non tanto nel numero, ma nelle libertà e manovre repressive, troppo spesso causa di tristi episodi di cronaca nera.

Sotto l'hashtag #DefundThePolice un nuovo movimento sta nascendo e fa capo direttamente a quello per i diritti degli afro-americani, ma a finire nel fuoco incrociato delle due fazioni è la voce di Darth Maul nello spin-off di Star Wars.

Dopo un Tweet in cui dichiarava di discutere quotidianamente della questione con un caro amico, nonché ufficiale di polizia, alcuni fan hanno commentato chiedendo all'attore di prendere una posizione netta sul problema e persino di consigliare all'amico di lasciare il lavoro. La risposta non è tardata ad arrivare, ma non ha fatto piacere i suoi follower:

"Non posso chiedergli questo. Lui è un poliziotto esemplare e degno di rispetto, che sa rimanere calmo e lucido in ogni situazione". Da qui sono iniziati una serie di attacchi personali a Witwer, che è stato accusato di sostenere l'ideologia suprematista e gli atteggiamenti violenti delle forze dell'ordine e c'è persino chi gli ha intimato di scusarsi per i suoi "commenti ipocriti".

"Ok, questo è quello che pensate voi, ma scorrete la mia time-line [di Twitter] e guardate quanti post e video ho pubblicato per denunciare a brutalità della polizia. Lui è un mio amico e un poliziotto modello. Vi aspetto per un confronto."

Witwer ha messo poi fine alla discussione manifestando il suo favore per la limitazione delle eccessive libertà repressive della polizia, restando però fedele all'amico ufficiale. Quello del doppiatore è stato solo l'ultimo caso di violenza verbale nei confronti di celebrità ed attori: l'ultimo, proprio oggi, a danno di Stephen Amell anch'egli accusato di razzismo.

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