Netflix

Stranger Things 4, perché è stato diviso in due parti?

Stranger Things 4, perché è stato diviso in due parti?
di

La quarta stagione di Stranger Things è senza alcun dubbio la più monumentale regalataci finora dai Duffer Brothers. In arrivo un finale di stagione che promette di lasciarci spezzati e costretti a leccarci le ferite per la morte di qualche personaggio cruciale. Ma perché è stato diviso dal resto della serie?

Stando a quanto anticipato dai Duffer Brothers, nella doppietta che costituirà il finale della stagione in corso e in uscita il 1 luglio, dovremo prepararci a dire addio persino a qualche protagonista di Stranger Things. In questa quarta stagione siamo entrati in atmosfere diverse, più oscure, più efferate, che non risparmieranno nessuno: “Perché i bambini non sono più bambini e nessuno è al sicuro ormai” – dicono i Duffer. Il nuovo, inquietante villain spuntato dal Sottosopra, Vecna, è più inquietante che mai e i nostri sembrano inermi, tolta qualche canzone, di fronte al suo potere.

Per scoprire cosa succederà dovremo aspettare quindi un’altra ventina di giorni, ma a questo punto sorge una grande domanda: perché Netflix ha diviso in due parti la stagione in corso? Mentre Disney+ sta adottando la strategia della distribuzione a cadenza settimanale sia per Star Wars che per il Marvel Cinematic Universe, Netflix aveva l’abitudine di rendere pubbliche le sue serie in blocco. Ma per quanto riguarda i titoli con il pubblico più vasto, la piattaforma streaming deve aver intuito di poter giocare con l’attesa degli spettatori, dividendo le stagioni in più atti tanto più ci si avvicina al loro finale. Anche solo per guadagnare tempo rispetto alla conclusione definitiva – si veda La Casa di Carta.

Ma per Stranger Things i motivi sono ulteriori, visto che questa stagione ha praticamente raddoppiato, su alcune puntate in particolare, il minutaggio di tutte le stagioni precedenti. Non solo più episodi, ma anche molto più lunghi. Finora, su sette resi pubblici, il più breve è durato 1 ora e 3 minuti. Il più lungo, vale a dire il midseason, 1 ora e 38 minuti. Praticamente un film. Decisamente troppo perché quei nove episodi venissero caricati in blocco su catalogo. E a essere sinceri, nonostante questa stagione non stia deludendo affatto, comunque troppo per il format serial, che un po’ ovunque sta dilatando i suoi tempi anche laddove non necessario.

Ma la ragione ultima, che sempre ha a che fare col minutaggio, è da ricercare nella strategia più atipica di questa divisione. Normalmente infatti, Netflix divide le stagioni in due parti equivalenti: in questo caso, essendo gli episodi in numero dispari, ci si poteva aspettare cinque e quattro. Invece, la scelta di lasciare un’ultima doppietta, dipende proprio dal fatto che l’ottavo e il nono episodio avranno una lunghezza che sfora qualunque record. Il primo durerà 1 ora e 25 minuti, quindi non molto di più dei precedenti. Ma il finale di stagione si attesta a 2 ore e 30. Molto più della maggior parte dei film. Quindi, in un certo senso, con questa divisione, è come se i Duffer avessero realizzato un film a conclusione della quarta stagione. Chi ci lascerà il 1 luglio, dovendo dire addio ai corposi cachet di Stranger Things?

Quanto è interessante?
3