Strappare lungo i bordi, le 5 scene più toccanti e profonde della serie di Zerocalcare

Strappare lungo i bordi, le 5 scene più toccanti e profonde della serie di Zerocalcare
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Ormai è opinione condivisa quasi all'unanimità che la nuova serie Netflix del fumettista Zerocalcare sia un gioiellino del piccolo schermo d'animazione e non solo: Strappare lungo i bordi è un vero e proprio capolavoro per una miriade di ragioni. Per cui, selezionare cinque scene in particolare sulle decine meritevoli, potrebbe suonare riduttivo.

Quella di Zerocalcare è una serie davvero incredibile, che l’ha ripagato con gli ascolti stratosferici di Strappare lungo i bordi. Lo è per tanti motivi, ma uno in particolare lascia davvero a bocca aperta: la sua capacità di cambiare completamente – ma gradualmente – registro emotivo nel corso di soli sei episodi, della durata totale poi di un’ora e mezza scarsa. Ma nel flusso interminabile di sketch e riferimenti nerd in Strappare lungo i bordi, già dai primi episodi si assiste a ragionamenti di un certo spessore. Non ci aspettavamo nulla di meno. Ora fate attenzione, perché seguono spoiler.

Il catalogo Netflix: Primo episodio, Zero passa tutta la notte a cercare qualcosa da vedere, guarda caso, proprio su Netflix. Ma alle quattro del mattino va a letto non avendo scelto nulla. Poi si domanda se il problema non sia il suo, visto che non si fa mai andare bene niente, cercando di non pensare a quanto sta per succedere il giorno dopo. Così partorisce una delle perle riprese a lungo sui social: “Non posso trovare fuori quello che me manca dentro”.

Strappare lungo i bordi: Questa è un immagine sparsa lungo tutti gli episodi e che racconta il senso d’inadeguatezza di chi, a differenza di altri, non riesce a seguire un percorso ordinato e prestabilito. Ma l’ultimo episodio confuta quest’idea della perfezione altrui: “Sotto l’occhi c’abbiamo solo ‘ste cartacce senza senso, che so’ proprio distanti dalla forma che avevamo pensato. [...] Avemo scoperto che se campa pure co ste forme frastagliate”.

Un filo d’erba: Con tanto di foglia che svolazza fuori dalla finestra nel secondo episodio, Sarah tornerà su questo concetto anche nel finale: “Ma non ti rendi conto di quant’è bello? Che non ti porti il peso del mondo sulle spalle, che sei soltanto un filo d’erba in un prato?”. Basta sobbarcarsi il senso di colpa di ogni disgrazia.

A casa di Alice: È sicuramente il momento più bello e intimo fra Zero e il suo primo amore. Quasi nessuna risata a interrompere il pathos che vorremmo si risolvesse con un primo bacio. Non succederà e su quella sera, Zero si addosserà la colpa di quanto sucesso ad alice.

Il funerale di Alice: Come finisce la serie, lo sappiamo tutti, con il suicidio dell’amica come in altri fumetti di Zerocalcare e il suo funerale, che occupa tutto l’episodio finale. Qui vengono tirate le fila di tutti i precedenti discorsi in un turbinio di emozioni, nel quale risulta impossibile cesellare una scena in particolare. Va vista e provata, e basta.

Voi quante volte avete rivisto la serie? Ditecelo nei commenti!

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