Strappare lungo i bordi, quali fumetti di Zerocalcare bisogna leggere per capirla?

Strappare lungo i bordi, quali fumetti di Zerocalcare bisogna leggere per capirla?
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Sono passati cinque giorni soltanto dall'uscita della prima serie Netflix di Zerocalcare: Strappare lungo i bordi. Ma per chi lo conosce da tempo, il titolo è solo il coronamento di un gigantesco universo narrativo. Per tutti gli altri invece, ecco i fumetti fondamentali alla base della serie.

È uscita da pochissimi giorni Strappare lungo i bordi, la prima serie "ufficiale" di Michele Rech, in arte Zerocalcare, fumettista e voce a lungo inascoltata - ora invece fin troppo, per fortuna - dei disagi e le insicurezze di un'intera generazione e di quelle successive. Il successo è stato tale da spingere in molti a chiedersi se si farà la seconda stagione di Strappare lungo i bordi.

Ma a fianco del grande pubblico, che, oltre al nome di Zerocalcare, con questa serie ha iniziato a conoscere anche l'artista, vi sono tutti gli affezionati di lunga data, consci che il suo universo narrativo e i personaggi che vi orbitano attorno sono presenti nei fumetti da molto, moltissimo tempo. Dall'inizio, in effetti.

Fra raccolte di piccoli racconti usciti sul suo blog e vere e proprie graphic novel, ammontano a dodici le pubblicazioni di Zero, con il bonus di Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia, di prossima uscita. Non ci soffermeremo tanto su personaggi famosissimo come Secco e Sarah, presenti o citati pressoché in ognuna delle sue storie. Ma piuttosto su quei pochi - ma buoni - racconti lunghi che preparavano, fin dall'inizio, le tematiche qui riproposte.

L'opera da cui la serie trae maggiore ispirazione, paradossalmente, è la prima del percorso di Zerocalcare e risale al lontano 2011: La profezia dell'Armadillo. L'opera è composta da storie di poche tavole l'una, per lo più autoconclusive, ma che messe insieme compongono un affresco più grande e complesso. Partendo dal momento in cui viene a sapere della morte di Camille, sua vecchia amica e primo grande amore, l'autore inframmezza flashback adolescenziali che descrivono la storia della loro amicizia a racconti della sua vita quotidiana da quasi-trentenne nella Roma degli anni duemila.

Nei diversi racconti è sempre affiancato dall'amico Armadillo, personaggio immaginario che incarna le sue paure e le sue insicurezze, oltre a diversi altri personaggi ricorrenti fra cui gli amici Secco e Greta. L'opera getta le basi di molte avventure vissute con personaggi iconici come l'Armadillo, qui doppiato da Valerio Mastandrea e co-protagonista indiscusso: l'unico che rompe con la scelta voluta di doppiare tutto Strappare lungo i bordi, frutto di un escamotage molto mirato. Ma la prima opera di Zero elabora soprattutto il lutto vissuto con la morte di quest'amica immaginaria, che qui si chiama Alice e mette in moto, di fatto, tutto il racconto.

L'altra opera davvero attinente è la sua seconda e risale all'anno dopo, il 2012: Un polpo alla gola. Il libro si svolge in tre fasi della vita dell'autore: dall'età delle elementari si passa per i sedici anni alle superiori, sempre nella stessa scuola, per poi concludere con l'età adulta. Per tutte e tre le tappe, Zerocalcare viene sempre circondato dai suoi amici e compagni di scuola, e vengono raffigurati i suoi punti di riferimento del momento. Anche qui, è lo svolgimento per tre età a ritornare nella serie, ripercorrendo la vita del fumettista dalle elementari ai quarant'anni, passati veloci come uno schiocco di dita.

Ovviamente sarebbero molte altre le storie in cui si ritrova, come detto, oltre allo stile, l'intero universo di Zero qui riportato su piccolo schermo. Ma su tutte, questi due consigli sono i più vicini in assoluto al titolo Netflix. E un buon punto di partenza per chi non abbia mai letto un fumetto dell'artista. Cosa ne pensate? Consigliereste qualche altra opera particolarmente vicina alla serie? Ditecelo nei commenti!

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