The Book of Boba Fett, 5 cose che non abbiamo gradito nell'episodio 3

The Book of Boba Fett, 5 cose che non abbiamo gradito nell'episodio 3
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Tanto erano alte le aspettative per The Book of Boba Fett dopo quel successo che fu The Mandalorian, quanto è ora evidente la delusione per il primo trittico di episodi, che hanno reso palesi tutte le carenze e la confusione di questo nuovo spin-off. Carenze che vengono a galla più che mai nel terzo episodio: ecco i motivi.

Ci prova e ci proverà in tutti i modi la Lucasfilm a risollevare l’interesse per quello che, nel corso di anni, è stato uno dei titoli più attesi del nuovo corso Disney. Si vocifera della presenza di Luke Skywalker in The Book of Boba Fett, ma anche di molti altri importantissimi personaggi di Star Wars. Si vedrà, per ora limitiamoci a prendere atto delle debolezze del terzo episodio, Le strade di mos Espa, che sono poi ricorrenti in tutta la stagione. Attenzione, seguono spoiler.

1. Troppi inconvenienti: Da quando Fett ha preso il posto di Bib Fortuna, i problemi si susseguono copiosi. C’è da combattere l’anarchia nelle strade prima ancora che imporre il nuovo corso nel gangsterismo locale. È un dato di fatto. Così descritto però, costretto a recarsi da una parte all’altra della città, a dare udienza a chiunque e a risolvere i problemi di tutti senza mai un attimo di esaurimento – d’altronde, stiamo parlando del cacciatore di taglie più freddo di tutto l’Orlo Esterno – Fett sembra più che altro un governatore ad interim, sballottato in una continua checklist di quest secondarie. E siamo già a metà stagione.

2. Avversari e complotti: Anche qui, ce ne sono davvero troppi. E anche qui, è perfettamente logico rispetto al passaggio di mano del potere locale. Il vuoto momentaneo lasciato da Jabba e poi da Bib Fortuna ha creato un’infinità di gang e parcellizzato gli interessi delle decine che vogliono Fett fuori dai piedi. Il Sindaco, i gemelli Hutt e ora anche i nemici di vecchia data. Se poi un cacciatore di taglie cerca di uccidere Fett nel sonno e lui lo lascia andare, ricordandosi del suo stesso passato, è senz’altro un momento di grande impatto, ma che potrebbe spingerci ad accusare Fett di avere poco polso, in fatto di real politik.

3. I biker: Ci chiedevamo che ruolo avrebbero avuto questi nuovi personaggi di The Book of Boba Fett e ovviamente, con così tanti nemici a circondarlo, qualche alleato doveva pur guadagnarselo. Ma davvero loro? Una squadra di ladruncoli scalmanati e restii all’autorità, solo perché hanno avuto il coraggio di rubare le scorte d’acqua? Fett fa la figura del disperato, ma è anche poco credibile che loro siano interessati a seguirlo, padroni di sé stessi come si vedono, non semplici scagnozzi.

4. Il Rancor: Vi avevamo parlato del cameo di Danny Trejo in The Book of Boba Fett voluto da Robert Rodriguez, ma fra le mille sottotrame era davvero necessario, o funge solo da comparsata feticcia per il regista? Era davvero indispensabile ripensare la psicologia dei Rancor e dargli nuovo spazio, con tutte le trame da portare avanti? Forse no. Si tratta di economia di sceneggiatura.

5. La doppia timeline: Inizia a dare i suoi problemi questa narrazione intrecciata su due piani, fondamentalmente perché entrambe le storie sembrano piene di misteri e massacri legati ai Pyke. Certo, a fine episodio le abbiamo viste unirsi in qualche modo, giustificando anche il perché di vecchi rancori. Ma ormai, dove ci giriamo, c’è un complotto pronto a venire a galla e la confusione è davvero troppa. Speriamo che i prossimi episodi facciano chiarezza.

Voi come state vivendo la serie? Vi sta piacendo? Ditecelo nei commenti!

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