The Book of Boba Fett, 5 motivi per cui il Mandaloriano potrebbe tornare

The Book of Boba Fett, 5 motivi per cui il Mandaloriano potrebbe tornare
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Non sta sortendo il successo sperato The Book of Boba Fett, nonostante all'attesissimo spin-off sul cacciatore di taglie (sperato per anni) abbia lavorato la stessa squadra di The Mandalorian. Ora questo sotto-franchise potrebbe riunirsi e riportare Mando su piccolo schermo prima della sua terza stagione, come fanno pensare molti indizi.

Non avremo mai creduto di doverlo dire, visto quando The Mandalorian significò nella nuova era di Star Wars da quando Lucasfilm è passata in mano Disney. Probabilmente è stato il prodotto, fra piccolo e grande schermo, più in grado di risollevare l’attenzione del fandom più conservatore nei confronti di un franchise che si pensava chiuso da tempo.

Ma non è tutto: di quel franchise ha creato un vero e proprio sotto-universo, cui appartiene questo spin-off su Boba. Ora, con la terribile minaccia che incombe su The Book of Boba Fett, il nuovo Kingpin di Tatooine avrà bisogno di molti alleati. E se si vocifera addirittura di un ritorno di Luke Skywalker in The Book of Boba Fett, sono molti altri i personaggi “minori” che potrebbero apparire in The Book of Boba Fett. Fra questi, il Mandaloriano sembra il più papabile per almeno cinque ragioni.

Il franchise: Il primo motivo è forse il più ovvio. Le due serie sono indissolubilmente legate, tanto che alcuni hanno percepito questa seconda in fase di distribuzione come la terza stagione su Mando, un intermezzo di attesa prima della terza vera e propria. Jon Favreau, Dave Filoni, Robert Rodriguez: ci sono tutti i grandi nomi dietro il franchise, che hanno persino riutilizzato lo stesso set del led video wall. Da qui, a ricongiungerle a tutti gli effetti, il passo è breve.

I flashback: Fin dal primo episodio, la serie ci ha abituato alla doppia timeline. Un arco parte da quando Boba toglie di mezzo Bib Fortuna. L’altro copre il periodo dalla fuga dal Sarlacc in The Book of Boba Fett all’incontro con Din Djarin. E sono molte le scene della serie che, senza rimettere in scena l’incontro vero e proprio, lo anticipano con diverse sequenze in contemporanea, come quando Boba trova Fennec Shand morente. Prima o poi, queste rette parallele potrebbero reincontrarsi anche nella timeline del presente.

Il codice: Alla fine della seconda stagione, Mando ha ottenuto il possesso della Darksaber sconfiggendo Moff Gideon, vanificando l’obiettivo di Bo-Katan di diventare Regina di Mandalore e rimettere insieme, così, l’esercito in diaspora. Ora Mando è dotato di un’arma formidabile e potrebbe sfruttare il suo potere per chiamare a raccolta dei rinforzi – come successe a lui nella prima stagione – e aiutare un Mandaloriano in difficoltà, come vuole il codice che li unisce.

Ascolti: Forse l’aspetto più venale, ma che va tenuto in considerazione. Gli ascolti della nuova serie su Disney+ stanno andando male o quantomeno non bene quanto sperato. Se gli showrunner sono stati così lucidi da prevedere il rischio in anticipo, aggiungere un cameo come quello di Mando potrebbe significare un ottimo scarto di nuovi spettatori. O almeno convincere gli indicesi.

La colonna sonora: Questo il dettaglio più importante, che ha poi scatenato le speculazioni sulla presenta di Djarin. Alla fine della quarta puntata, pur con nuovi alleati, Boba e Shand vedono i Pyke incombere su di loro e in sovrannumero. Al che Shand, rivolgendosi a Boba, gli spiega che con il giusto ammontare di crediti potrebbe richiedere l’aiuto di chiunque. Proprio mentre dice questo, sentiamo per la prima volta in tutta la serie il tema di Mando composto da Ludwig Göransson. Coincidenza?

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