The Book of Boba Fett, il regista sulla tecnologia di Mandalorian: "Funziona per le serie"

The Book of Boba Fett, il regista sulla tecnologia di Mandalorian: 'Funziona per le serie'
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La nuova tecnologia testata su The Mandalorian, chiamata StageCraft o Volume, sta entusiasmando tutti. Dopo Zack Snyder che ha provato personalmente i LED Wall, anche il produttore esecutivo e regista della miniserie The Book of Boba Fett, Robert Rodriguez, si è espresso al riguardo. Rodiguez ha definito la tecnologià perfetta per le serie.

Tuttavia, il regista, ha ammesso di preferire, per i film, il classico green screen. "All'inizio ho pensato che forse ha più senso per una serie perché potresti avere cose che potresti riutilizzare e luoghi in cui hai bisogno di tornare spesso e che sarebbe impossibile raggiungere regolarmente per uno show," ha dichiarato.

"Non so se lo userei molto in un film in cui sono solo scene una tantum che vengono girate in quella determinata location. Durano solo un paio di minuti e poi non torni mai più in quel luogo" ha aggiunto Rodriguez, riferendosi proprio al grande pregio di questa tecnologia, e cioè quello di poter proiettare e dunque riutilizzare a piacimento varie location. Questo è sicuramente molto utile per le serie. Ma non è finita qui, perché lo StageCraft permette anche di modificare alcune cose e aggiungere effetti in tempo reale. Ovviamente questo richiede un lavoro diverso in pre-produzione, cosa che non entusiasma Robert Rodriguez, che vuole mantenere un margine di creatività di un certo tipo nel post. "Ciò che è diverso nel Volume è che devi comunque ancora fare il lavoro degli effetti visivi. Soltanto che di chiedi, lo farò prima di girare? O lo farò dopo?" ha detto.

"Su un film mi piace di più il green screen. In questo modo posso puntare su come apparirà quella determinata cosa dopo. Posso iniziare a creare il primo piano con i bambini, 11 bambini in primo piano. Posso illuminare il set e poi comporre davvero il background dopo". Rodriguez, anche se ritiene la tecnologia un buon mezzo che servirà molto, continuerà dunque a lavorare nei suoi film con il green screen. Anche perché, nel sequel di We Can be Heroes in arrivo, il regista non può rischiare che i bambini diventino troppo grandi allungando troppo i tempi di pre-produzione.

FONTE: cbr
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