Under The Dome, Stephen King scontento della trasposizione: "È andata fuori dai binari"

Under The Dome, Stephen King scontento della trasposizione: 'È andata fuori dai binari'
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Tra gli autori le cui opere sono state trasposte al cinema o in tv, Stephen King è sempre stato uno dei meno critici, rispettando le libertà creative e i cambiamenti degli sceneggiatori e (a parte il caso di Shining) raramente parlando male dei risultati. Nonostante questo, alcuni aspetti della serie Under The Dome lo hanno lasciato perplesso.

Il maestro del brivido lo aveva fatto capire già lo scorso anno, quando aveva espresso il desiderio di vedere un reboot di Under The Dome su Netflix, ma adesso, con la giusta distanza di tempo per parlarne a mente fredda (la serie si è conclusa nel 2015), ha commentato più lucidamente ciò che non gli è piaciuto dello show trasmesso sulla CBS.

"Mi è sembrato che andasse totalmente fuori dai binari" ha spiegato Stephen King in un'intervista al Washington Post, "perché la gente faceva cose che non sembravano realistiche. Una cosa che mi ha steso è che non si sente mai il rumore di un generatore, da nessuna parte. La potenza elettrica va bene, sembra tutto pulito, tutto fantastico. Tranne che sono tagliati fuori dal mondo. E non è così che succederebbe."

Per chi non lo ricordasse, nel romanzo The Dome, e nella serie tv, gli abitanti di una cittadina del Maine si ritrovano isolati dal resto del mondo a causa di un misterioso campo di forza comparso dal nulla, che impedisce di comunicare con l'esterno. Secondo Stephen King, "Se chiedi al pubblico di accettare quell'idea, deve esserci comunque un senso di realismo che accompagna il tutto, che ti trascina". E di questo lo scrittore ha avvertito l'assenza.

Tra opere più recenti di Stephen King adattate per la tv c'è The Outsider, che dovrebbe avere una seconda stagione.

FONTE: comicbook
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