Vikings: 3 momenti che hanno cambiato il genere storico nelle serie TV

Vikings: 3 momenti che hanno cambiato il genere storico nelle serie TV
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Si fa attendere da tempo, e probabilmente dovremo pazientare ancora, perché Vikings 6B potrebbe arrivare nel 2021, tenendoci ancora con il fiato sospeso per conoscere il destino di Bjorn la Corazza e dei suoi fratelli. Certi di farvi cosa gradita abbiamo dedicato allo show approfondimenti e FAQ, per non rimanere troppo orfani dei nostri vichinghi.

Suile nostre pagine abbiamo già parlato di come potrebbe andare a finire Vikings, o in che anni è ambientata la serie di Vikings. Uno degli aspetti sui quali ci siamo soffermati di più, tuttavia, è l'impianto da dramma storico ideato da Michael Hirst per il suo show, avendo creato un prodotto che si trova a metà tra la cronaca e il mito. Per esempio, abbiamo ripercorso la storia di Sigurd di Vikings, o anche dove sia sbarcato realmente nella storia il Floki di Vikings. Quello che vogliamo fare oggi, invece, è di farvi comprendere l'importanza della serie all'interno del suo genere, e di mostrare come possa abbia aver cambiato (forse per sempre) quello che viene definito comunemente l'historical drama.

È giusto partire con una premessa doverosa. Il grande problema di avere a che fare con una serie che deve essere intrattenimento, certo, ma che in qualche modo deve cercare di non sfalsare, se non i fatti storici, quantomeno le credenze comuni (a volte, ahinoi, più importanti) è proprio quello di riuscire a creare un impianto narrativo in grado di essere al tempo stesso vero(simile) e appagante per lo spettatore. Ed è per questo che vogliamo citare per prima la gloriosa scena dell'ingresso di Ragnar (Travis Fimmel) a Parigi. Nel decimo episodio della terza stagione, I Morti, Ragnar, creduto morto (e convertitosi apparentemente al cristianesimo in punto di morte), viene condotto nella cattedrale di Notre-Dame per ricevere il rito funebre. La verità è che Ragnar non è davvero morto, e il resto ve lo ricorderete bene. La scena, leggendaria e unica, è esattamente la realizzazione del compromesso di cui vi abbiamo parlato. Storica? Più o meno: l'assedio di Parigi è davvero esistito, così come un episodio simile a quello della bara pare sia avvenuto (ma in luoghi e protagonisti ben diversi, vedere per credere la vera storia del Bjorn di Vikings). Spettacolare? Indimenticabile, oseremmo dire.

Lo stesso si può dire di quella che è stata una delle scene più strazianti, e memorabili, di tutto lo show: ovvero la morte di Ragnar per mano di re Ælle II (Ivan Blakeley Kaye). In questo caso, Hirst ha deciso di affidarsi a quella che per lui sembrava la scelta migliore, per far morire un personaggio come quello di Ragnar. Della morte di Ragnar, storicamente, esistono due versioni, almeno tra le più accreditate: la prima, lo vedrebbe morto di dissenteria poco dopo l'assedio di Parigi, decisamente poco appetibile. La seconda, invece, è stata quella scelta dallo showrunner. Nell'episodio 15 della quarta stagione, E tutti i suoi angeli, Ragnar viene fatto cadere in una fossa di serpenti, non prima però di lanciarsi in una citazione, che sembra quasi profetica: le ultime parole di Ragnar in Vikings hanno reso la scena come una delle più incredibili di tutto lo show.

Vogliamo chiudere questa rassegna con una scena che ben riassume quanto abbiamo fatto capire sinora: Vikings è storia, ma anche intrattenimento, e per questo una faida tra fratelli sembra ben più rilevante di quello che (forse) è avvenuto secondo le cronache. E stiamo parlando del rapporto tra Bjorn (Alexander Ludwig) e Ivar (Alex Høgh Andersen): compagni di battaglie per la storia, acerrimi nemici nello show; tanto da portare, nel decimo episodio della sesta stagione, Un piano ben congeniato, all'apparente morte di Bjorn, proprio per mano di Ivar, nel bel mezzo di uno scontro senza precedenti tra Rus' e vichinghi. Eppure, la storia di Ivar Senz'Ossa all'infuori di Vikings è completamente diversa.

E ora è il vostro turno: quali sono secondo voi le scene "storiche" più indimenticabili di Vikings? Ritenete compiuto il processo di bilanciamento tra storia e intrattenimento? Per farcelo sapere, al solito, potete lasciarci un commento nello spazio dedicato!

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