Vikings: tutte le incongruenze storiche presenti nella serie TV

Vikings: tutte le incongruenze storiche presenti nella serie TV
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L'attesa dei fan sta per finire: la seconda parte della sesta stagione di Vikings uscirà nei prossimi mesi e, mentre abbiamo scoperto diversi dettagli sullo spin-off Vikings: Valhalla, oggi analizzeremo uno dei tasti dolenti della serie targata MGM History: la sua accuratezza storica, spesso al centro di dibattiti e polemiche.

Sebbene molti personaggi della serie ideata da Michael Hirst siano veramente esistiti e abbiano fatto parte di un importante capitolo della storia norrena, sono diversi i dettagli errati e le imprecisioni storiche di Vikings: oggi analizzeremo le principali.

Una delle più controverse e polemizzate riguarda l'utilizzo della tortura e pena di morte della crocifissione da parte dei cristiani. Nell'episodio quattro della seconda stagione, Occhio per occhio, Athelstan (George Bladgen) viene accusato di essere un apostata e viene condannato alla crocifissione da parte della chiesa. Non ci sono tracce nei documenti storici dell'utilizzo di questa pena di morte, considerata sacra e attribuibile solo a Cristo.

Sicuramente, le battaglie di Vikings sono una delle cose migliori della serie: coinvolgenti, emozionanti, dirette magistralmente, e che ci hanno tenuti con il fiato sospeso. Eppure, non rispecchiano la realtà storica: i vichinghi non combattevano in campo aperto, preferendo le imboscate, o costruendo fortificazioni che potessero difenderli.

Sono praticamente inesistenti le testimonianze che vogliono i vichinghi usi alla pratica di tatuarsi, come possiamo vedere in molti personaggi, tra cui Rollo (Clive Standen). Anche se qualche pittura corporea veniva usata per le battaglie, si trattava di segni non permanenti e decisamente più semplici dei tatuaggi tribali visti in Vikings.

La stessa cosa si può dire per le rasature dei capelli: diventata uno dei simboli di Ragnar Lothbrok (Travis Fimmel), non sono attestate le pratiche di rasatura completa dei capelli, che erano piuttosto lasciati lunghi per sopravvivere ai gelidi inverni scandinavi.

Concludiamo con una nota dolente: quanto ci piace pensare che le donne guerriere siano uno degli elementi più interessanti del mito vichingo, e abbiamo amato la storia della caparbia Lagertha (Katheryn Winnick), è con molto dispiacere che abbiamo scoperto che, sebbene godessero di svariate libertà per i tempi, le guerriere femminili sono più una leggenda che una realtà storica. Peccato.

Quali sono le incongruenze storiche più evidenti in Vikings? Fatecelo sapere nello spazio commenti!

FONTE: The Things
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