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WandaVision, ecco perché QUEL personaggio non poteva essere chi pensavano i fan

WandaVision, ecco perché QUEL personaggio non poteva essere chi pensavano i fan
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WandaVision è stata un'esperienza tutto sommato più che soddisfacente per i fan Marvel: il primo show dell'MCU ci ha saputo conquistare settimana dopo settimana tra cliffhanger e spunti per teorie rivelatesi in molti casi fallaci, come quella riguardante un personaggio apparso a sorpresa durante il quinto episodio.

Stiamo parlando, ovviamente, di Quicksilver: la comparsa del Pietro Maximoff interpretato da Evan Peters ha lasciato tutti di stucco, lasciando anche pensare all'arrivo nel Marvel Cinematic Universe degli X-Men visti nei film della Fox nel corso di questi ultimi 20 anni.

La cosa è, come ormai saprete, scoppiata in una bolla di sapone: il Pietro visto in WandaVision altri non era che un povero residente di Westview soggiogato da Agatha e che nulla sembra avere a che vedere con la famiglia Maximoff, gli X-Men e così via. Ma era davvero così imprevedibile che le cose prendessero questa piega?

In realtà non troppo: per scritturare il Quicksilver targato Fox, infatti, Marvel avrebbe dovuto concedere una menzione nei credit agli autori di quella versione del personaggio, vale a dire nomi anche piuttosto altisonanti come Bryan Singer e Simon Kinberg... E sappiamo bene quanto a Kevin Feige e soci non vadano particolarmente a genio operazioni di questo tipo (l'Elektro che apparirà in Spider-Man: No Way Home, ad esempio, sarà una versione differente da quella vista in The Amazing Spider-Man 2).

A proposito di spiegazioni: ecco cosa significano le due scene post credit del finale di WandaVision; il regista della serie, intanto, ha negato l'esistenza di un episodio segreto di WandaVision.

FONTE: manabyte
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