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Zerocalcare, c'è una storia vera dietro la trama di Strappare lungo i bordi?

Zerocalcare, c'è una storia vera dietro la trama di Strappare lungo i bordi?
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Poche serie su Netflix possono vantarsi di aver sortito, almeno in Italia, lo stesso successo di Strappare lungo i bordi. Molti di quelli che hanno amato la serie però, iniziano a farsi domande sulla veridicità della storia e del tragico evento intorno alla quale orbita. Cosa c'è di vero nel racconto di Zerocalcare?

È uscita esattamente da due settimane Strappare lungo i bordi, la serie capolavoro di Zerocalcare, prima su Netflix a portare la sua firma. Un successo che, fra Top della nota piattaforma di streaming e instancabili discussioni nel pubblico, sembra essere rimasto imbattuto dall’uscita del titolo, già diventato un instant cult per un’intera generazione, che ne posta e riposta le citazioni a un ritmo incredibile. Tanto che in molti si chiedono quale sia il futuro di Strappare lungo i bordi 2.

Attenzione, spoiler! Lo svolgimento della serie, che ormai dovrebbe essere noto perlopiù a tutti, orbita intorno a un terribile evento – che si scoprirà solo nell’ultimo episodio – che ha spezzato la serenità di Zero e dei suoi amici, Sarah e Secco. Sempre che di serenità si possa parlare, visto che il primo aspetto sicuramente veritiero della serie è quel senso di inadeguatezza e ripiegamento in sé stessi, emotivo oltreché sociale, che oltre dopo aver attanagliato Michele Rech lo ha fatto con tutta la sua generazione. E anche e soprattutto con quelle che sono venute dopo.

Dicevamo: quell’evento è la morte di Alice, toltasi la vita dopo aver visto infranti i suoi sogni a Roma ed essere stata costretta a tornare a casa, in provincia, dai genitori. Anche qui, la descrizione della periferia, pur resa a tratti Far West, è uno degli aspetti centrali nella produzione di Zero. Ma tornando ad Alice: in molti si chiedono se la morte del primo amore (inespresso) di Zero non sia personificazione di qualcuno che lui abbia perso davvero. Vista anche la ricorrenza del personaggio in altri fondamentali fumetti di Zerocalcare – anche se si chiama Camille e al posto di Biella c’è la Francia.

Ad accrescere questo sentore, dicono i più insistenti, ci sarebbe la questione della scelta di doppiaggio di Strappare lungo i bordi, che Zero avrebbe fatto – soprattutto con la voce robotica di Alice – per astrarsi il più possibile, almeno emotivamente, dalla vicenda. La verità è che proprio per il grande riserbo che Zerocalcare ha mantenuto nella sua vita privata, pur attingendone senz’altro in ogni suo racconto, non possiamo sapere se questa storia sia vera o inventata, se Alice/Camille sia esistita o meno. E forse è meglio così: perché Strappare lungo i bordi è, già di per sé, una delle serie più vere e sincere che si siano viste in giro, già di per sé. Voi l’avete vista? Ditecelo nei commenti!

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