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Zerocalcare, quali sono le serie TV preferite dell'autore di Strappare lungo i bordi?

Zerocalcare, quali sono le serie TV preferite dell'autore di Strappare lungo i bordi?
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L'estetica di Zerocalcare è ed è sempre stata un fiume in piena di riferimenti all'immaginario collettivo e alla cultura di massa - ma anche a quella di nicchia. Strappare lungo i bordi non è stata da meno e ora in molti si chiedono quali siano, queste fantomatiche serie preferite del fumettista. Risposta: le trovate tutte su Netflix.

O "Netflics", come lo rinomina lui in quella famosa scena sul "catalogo demmerda" del noto gigante dello streaming sulla quale, il fumettista genio, è riuscito a costruire una delle metafore più profonde di Strappare lungo i bordi. Che ci sia sempre stata una mania citazionista nei fumetti di Zerocalcare è cosa nota. Ma questa volta si è davvero superato in fatto di citazioni cinematografiche e seriali in Strappare lungo i bordi. Ora, grazie a un esperimento di Netflix, che dopo l’uscita della serie gli ha lasciato il controllo dei suoi social per dodici ore, Zero ha stilato una lista di sue otto serie preferite sulla piattaforma. Ma di quelle di nicchia, perché “cose come Narcos o Breaking Bad sono universalmente considerate come bombe atomiche e non serve che ve le spingo io”. Vediamo le altre.

Derry Girls: “Adolescenti in una scuola cattolica irlandese negli anni ‘90. A me non fa ridere niente MAI, ma questo mi fa ammazzare dalle risate. Se non ridete ve meritate quelli che parlano romano e se magnano le parole”.

When They See Us: “La storia vera di cinque pischelli neri accusati ingiustamente di un violento stupro avvenuto a Central Park. È straziante, te fa venì il sangue agli occhi e se non piangete siete aridi serci”.

Black Summer: “Madonna finalmente basta telenovele piagnone con i morti viventi lenti e fattoni sullo sfondo. Questi so tipo i Bolt degli zombie, piottano una cifra e i protagonisti pensano solo a sopravvivere no a fa piccipicci”.

Godless: “Il capo di una banda di criminali arriva in una città del West abitata interamente da donne. È così fomentoso che alla fine volevo esse femmina, sapere sparare e vivere alla fine dell'800, pure se mi sa che nella vita vera non era così fico”.

It's Bruno!: “Boh, non so manco come descriverlo, è uno un po' attrezzo e un po' coatto, che gira col cane nel quartiere suo. Non c'ha senso, le puntate durano meno della serie mia, ma secondo me è una bomba”.

Unbelievable: “La storia di una pischella che dichiara di avere subito uno stupro ma poi viene convinta a ritrattare e delle due detective che indagano. È un giallo, ma con uno sguardo fico sulla classica domanda: "Eh ma perché non ha denunciato?". Eh, guarda perché”.

After Life: “A uno gli è morta la moglie e gli è rimasto solo il cane e un sacco de tristezza e de rabbia. Detto così è peggio della serie mia, però fa molto ride e i personaggi sono tutti bellissimi”.

BoJack Horseman: “Oh questo lo metto solo perché se siete come me, che ho visto la prima puntata 4 volte perché me addormivo sempre, dategli una chance. Quando entrate nella storia è la cosa più devastante di sempre, fuori scala. Però dovete regge botta tipo 7 puntate”.

Se vi è piaciuto il romanesco come qui così nella sua serie, ecco cinque serie in dialetto stretto su Netflix e non solo. Voi ne avete vista qualcuna di quelle consigliate? Ditecelo nei commenti!

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