ZeroZeroZero: Stefano Sollima a ruota libera sulla miniserie tratta da Roberto Saviano

ZeroZeroZero: Stefano Sollima a ruota libera sulla miniserie tratta da Roberto Saviano
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A poche settimane dal debutto di ZeroZeroZero alla Mostra di Venezia, Stefano Sollima si è seduto con Variety per parlare dei retroscena e della particolare struttura narrativa che avrà l'attesa serie tratta dal romanzo-inchiesta di Roberto Saviano.

Reduce dall'ottimo successo del suo debutto a Hollywood con Soldado (sequel di Sicario), il regista è tornato a collaborare con Sky dopo Gomorra e Romanzo Criminale attirato ancora una volta da una storia sulla criminalità organizzata.

"Tutto è partito con il libro di Roberto Saviano, che è completamente differente dalla serie che poi abbiamo scritto" spiega Saviano durante l'intervista. "Il book è un exposè del traffico di cocaina. Ma nel suo profondo, ed è per questo che mi ha attirato, c'è l'idea di rappresentare il commercio di cocaina da una prospettiva diversa... parlare della cocaina come di qualunque altra merce."

Quindi abbiamo provato a immaginare la narrazione di ZeroZeroZero come un viaggio. Il viaggio di un carico di cocaina... Abbiamo immaginato l'arco della serie come il viaggio di un carico dal suo punto di partenza in Messico alla sua destinazione in Calabria, passando attraverso Senegal e Marocco. La storia parla del traffico di cocaina, dei soldi che fa guadagnare e di cosa fanno le organizzazioni criminali per guadagnarne il controllo e come ciò influenza tutti i vari aspetti della vita reale con cui entra in contatto - con alcuni aspetti estremamente politici e paradossali."

Diversamente da cosa succede per la maggior parte degli show prodotti negli Stati Uniti, Sollima preferisce agire da showrunner con un approccio che lui stesso definisce "alla Sollima":

"Sono io lo showrunner, alla italiana. In realtà alla Sollima. Quello che voglio dire è che lo showrunner solitamente è lo sceneggiatore che coordina l'attività degli altri scrittori e registi sul set. In questo caso però è un po' diverso perché io lavoro con grandi sceneggiatori, e insieme abbiamo creato la serie. Abbiamo scritto gli episodi tutti insieme; devo dire che hanno fatto più gli altri di me.

Per quanto riguarda la regia, con gli altri due registi (Pablo Trapero e Janus Metz si sono divisi gli ultimi sei episodi, ndr.) non ho lavorato come un classico showrunner americano. Ho cercato registi la cui visione e narrazione fossero azzeccate e facili da fondere con il mio lavoro in modo che potessi avere il loro contributo creativo al 100% senza la mia intromissione... L'abilità sta più nel formare il team piuttosto che nel gestirlo."

Parlando invece della struttura dello show, Sollima ha confermato che si tratta di uno stile narrativo molto diverso da ciò a cui ci ha abituati con gli altri suoi lavori, e non solo:

"L'idea era raccontare il mondo di chi ha ordinato il carico, e perché. Di quelli che lo forniscono, e quelli che agiscono da intermediari che garantiscono la consegna e il prezzo. Nel raffigurare questi tre mondi abbiamo capito che non potevano procedere linearmente, e che per realizzare una narrazione soddisfacente doveva esserci qualche salto temporale. Così ho pensato di strappare il tempo e riportarlo al punto che i i tre mondi hanno in comune. Questo crea una sorta di avanti e indietro nel tempo che gioca con la struttura in un modo che trovo accattivante. Ma allo stesso tempo ogni episodio ha un arco narrativo completo.

La cosa più ambiziosa e rischiosa era il concetto stesso. Non sto parlando solamente di realizzare una serie sulla cocaina in tre continente del mondo. Voglio dire, raccontare una storia che è stata raccontata già molte volte ma da un un punto di vista totalmente originale, tanto che non sembra una storia sul traffico di droga."

Il regista ha anche rivelato che la produzione della serie si è dovuta interrompere diversi mesi a causa dell'infortunio di Andre Riseborough, che per fortuna non ha avuto particolare ripercussioni dall'incidente avvenuto sul set:

"Stavamo girando una scena che, casualmente, non era una scena d'azione. Non so esattamente cosa sia successo da un punto di vista medico, ma si è infortunata al ginocchio. Il che l'ha costretta a fare fisioterapia. E a causa del nostro programma di riprese, nel quale ogni regista girava il suo episodio interamente... ci siamo dovuti fermare per diversi mesi. Non perché fosse un brutto infortunio... ma aveva bisogno di tempo per tornare in forma. Un attrice che lavoro con il suo corpo ha bisogno di sentirsi a proprio agio, così le abbiamo dato il tempo che le serviva per riprendersi."

Infine Sollima ha confermato che la serie sarà composta solamente dalla prima stagione che uscirà nel 2020: "ZeroZeroZero è una miniserie. Sono otto episodi, e la stagione finisce lì."

ZeroZeroZero si mostrerà con due episodi in anteprima mondiale al Festival di Venezia che si terrà tra fine agosto e inizio settembre, per poi arrivare su Sky nel corso del 2020. Per altri approfondimenti vi rimandiamo alla nostra chiacchierata con Sollima sul suo Soldado.

FONTE: Variety
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